Sempre più mamme salvate.

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A un anno e mezzo dal suo esordio, MamHabitat tira le fila dei nuclei che hanno chiesto aiuto. E si prepara al rush finale.

Trasformare storie dolorose, segnate da violenza o abbandono, in percorsi di vita costruiti su realizzazione e progettualità: piccoli miracoli quotidiani che cambiano il mondo. Può sembrare un semplice slogan ma non è nient’altro che la sintesi molto reale di ciò che accade tutti i giorni alle persone che si imbattono, per scelta o per caso, nel progetto MamHabitat.
Un contesto che si allarga sempre di più e che continua ad attrarre mamme con i loro figli minori che hanno bisogno di aiuto.

A fine settembre il progetto, partito solo un anno e mezzo fa, contava già 70 mamme e circa 110 minori accolti. Entrando più nel dettaglio di ciò che i nuclei mamma-bambino sono riusciti ad ottenere: 14 godono della semiautonomia, cioè la condivisione di appartamenti a titolo gratuito per un periodo massino di 12 mesi e 23 usufruiscono dell’abitare assistito, un servizio che prevede, oltre al sostegno educativo per i piccoli, la presenza domiciliare di un operatore che accompagna e sostiene la mamma nell’espressione delle sue capacità genitoriali.
Inoltre 40 minori hanno potuto vivere esperienze ricreative e sportive, che altrimenti non avrebbero vissuto e 38 mamme sono state accompagnate nelle attività di orientamento al lavoro che hanno prodotto 5 tirocini già avviati.

Non sono numeri di poco conto, se si pensa al breve periodo in cui sono stati raggiunti e alla filiera che hanno coinvolto: 5 strutture di accoglienza, circa 50 tra educatori e insegnanti e circa 40 microreti di solidarietà , cioè altre persone o nuclei che si sono attivati per sostenere le attività del progetto.

Oltre a tutto questo, 5 mamme hanno potuto accedere al Microcredito e 2 altre richieste sono in fase di valutazione, per usufruire del Fondo di Garanzia MamHabitat, il primo dedicato in esclusiva alle mamme sole, realizzato dalle organizzazioni promotrici del progetto omonimo, in collaborazione con l’Ente Nazionale per il Microcredito e con BCC Roma.

È bene ricordare che il Fondo prevede prestiti molto agevolati – al tasso annuo dell’1,5% senza applicazione di alcuna spesa aggiuntiva – per un importo massimo di 5000 euro, da utilizzare per sostenere le spese volte allo sviluppo delle capacità lavorative e alla crescita del reddito personale e familiare, come la formazione e l’acquisto di mezzi necessari per lo svolgimento del proprio lavoro (patente di guida, corsi di italiano, corsi di informatica, ecc.), per depositi cauzionali o per saldare debiti insoluti. È destinato alle mamme sole con figli minori, in condizioni di particolare vulnerabilità economica o sociale e che risiedano nel territorio di Roma. Non servono garanzie reali, le valutazioni vengono fatte su parametri soggettivi, in base alle situazioni di ciascuna persona che presenta la richiesta. Inoltre,  perché fosse una risorsa effettiva per le mamme più in difficoltà, è stato individuato il modo per renderlo accessibile anche a coloro che hanno una residenza fittizia, che a Roma viene riconosciuta a chi non ha una casa e vive in situazioni di estrema precarietà. Si tratta di una conquista importantissima per le mamme che vivono con i loro figli in questa condizione tanto precaria, perché fino a oggi erano considerate soggetti non bancabili.

 

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