La Storia siamo noi, ovvero: 5 laboratori per fare appassionare gli adolescenti allo studio della Storia

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A cura di Annabella Losco – Filosofa, educatrice ed esperta di strategie digitali. Per il progetto Lunetta Park
ha progettato e condotto il laboratorio “La Storia siamo noi” attingendo agli strumenti delle pratiche
filosofiche e ai materiali dell’archivio storico della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.

***

Comincio subito con una confessione: io ho sempre odiato la Storia come materia scolastica. Pure voi?

A scuola generalmente sonnecchiavo, poi una volta a casa aprivo il libro di Storia e non vedevo altro che un insieme di date e avvenimenti da imparare a memoria. Tutti quei nomi strani, tutte quelle date lontane nel tempo, tutti quegli elenchi infiniti di guerre e battaglie… ma perché dovevo studiare quegli avvenimenti così lontani da me? A cosa mi serviva? Non ne vedevo l’utilità. Mi sembrava solo una perdita di tempo e di conseguenza non mi applicavo e studiavo malvolentieri. Poi è successo l’impensabile.

Anno domini 1999. Liceo Galvani di Bologna. Avevo 15 anni quando io e la mia classe facemmo un incontro
speciale: quello con il nostro professore di Filosofia e Storia. Fu lui che per primo ci dimostrò che studiare
Storia non era noioso proprio per nulla, anzi. Ci spalancò davanti un mondo di connessioni affascinanti. Per
la prima volta nella mia carriera di studentessa svogliata, studiare aveva finalmente un senso. Da obbligo noioso, lo studio era diventato un’avventura appassionante. Al punto che io, ex alunna pigra e annoiata, iniziai a impegnarmi con dedizione. Che rivoluzione fu per me!

Potete quindi immaginare quale sia stata la mia gioia quando nel 2018, cioè quasi vent’anni dopo, Archilabò mi ha affidato il compito di progettare e realizzare insieme alla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e all’Istituto Comprensivo 21 di Bologna un percorso sperimentale per contribuire a portare meraviglia e gioia di imparare anche nello studio di una materia spesso ostica come la Storia.

“Del resto, mi è odioso tutto ciò che mi istruisce soltanto, senza accrescere o vivificare immediatamente la mia attività.”

Provate a rileggere la frase che avete appena letto:

Del resto
Mi è odioso
Tutto ciò che mi istruisce soltanto
Senza accrescere
O vivificare
Immediatamente
La mia attività

Queste sono le parole di Goethe che Nietzsche sceglie per l’incipit del suo Sull’utilità e il danno della Storia per la vita – pubblicato nel 1874 e conosciuto anche come Seconda Considerazione Inattuale e che, a dispetto del nome, è ancora attualissima. Non trovate che sintetizzi magistralmente la frustrazione che molti di noi hanno provato nei riguardi dello studio e dell’apprendimento scolastico?

Con il corpo docente dell’IC 21 di Bologna e con le colleghe della Fondazione Gramsci siamo partite proprio
da questa frase di Goethe. E ispirandoci ad essa abbiamo iniziato a imbastire la struttura del nostro laboratorio. Volevamo che “La Storia siamo noi” fosse strutturato per favorire la partecipazione attiva di tutti e di tutte, anche degli alunni più timidi e insicuri.

Volevamo inoltre fornire spunti di riflessione inediti non solo agli studenti, ma anche ai professori e alle professoresse: sia ai più giovani che a quelli di grande esperienza. Volevamo insomma creare un’occasione di crescita per tutta la comunità educante. Un’occasione dove ognuno, anche il più inesperto o il più timido, potesse portare il suo contributo.

“La Storia siamo noi” nasce da qui, da questo progetto sperimentale che ha coinvolto i ragazzi e le ragazze
dell’Istituto Comprensivo n. 21 del parco Lunetta Gamberini a Bologna per due anni scolastici, 2019 e 2020, per un totale di 60 diverse sessioni e oltre 300 studenti e studentesse coinvolte.

Come si sono svolti questi incontri a scuola?
Abbiamo innanzitutto lavorato per creare un ambiente inclusivo e accogliente, che permettesse anche a chi non si pronunciava spesso di esprimersi e mettersi in gioco. Abbiamo poi invitato studenti e studentesse a “sporcarsi le mani” secondo il metodo deweyano dell’imparare facendo, con l’obiettivo di acquisire le basi del metodo di indagine storica.

Abbiamo dunque lavorato sull’attendibilità, sull’intenzionalità e sulla neutralità delle fonti con esempi vicini all’esperienza degli adolescenti: catene su WhatsApp, creepypasta, deepfake…
Una volta allenati al metodo, li abbiamo avvicinati ai primi materiali storici originali: tra di essi, tante foto d’epoca e carteggi originali conservati nell’archivio della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.

Ci siamo emozionati leggendo insieme le lettere d’amore di due attivisti bolognesi, Paolo Betti e Lea Giaccaglia, marito e moglie che a partire dagli anni ’20 furono perseguitati dal regime fascista. Ed è stato leggendo le lettere scritte di loro pugno che abbiamo scoperto che anche i grandi Eroi della Storia sono persone come noi: provano paura, amore, entusiasmo, rabbia, e devono scendere a patti con la vita pratica, come i rimproveri a un figlio discolo o il rimediare la farina di semolino per la propria bimba.

Abbiamo poi navigato insieme la ricchissima banca dati di www.manifestipolitici.it e abbiamo allenato il nostro sguardo a decodificare le tecniche di persuasione utilizzate nella comunicazione politica, per esserne fruitori consapevoli e non vittime.

Abbiamo infine indagato il concetto di “fake news” scoprendo che c’è molto altro da considerare oltre alle notizie palesemente false: abbiamo scoperto tutte le infinite sfumature della disinformazione, e abbiamo iniziato a capire come difenderci da essa e a non diffonderne a nostra volta.

Per concludere, abbiamo capito quale può essere oggi la grande utilità della Storia per la vita: quella di insegnarci a usare gli strumenti per ragionare con la nostra testa, per usarla in modo critico senza farci ingannare e senza scadere nel nichilismo del “Eh ma tanto ormai non si può credere a niente e a nessuno”.

La Storia può essere un prezioso strumento di preparazione a una vita attiva, consapevole e responsabile.

Per questo ringrazio gli studenti e le studentesse per la partecipazione appassionata e i professori e professoresse dell’IC 21 che ci hanno permesso di sperimentare i nostri metodi inusuali e non canonici, guidandoci a loro volta grazie alla loro esperienza preziosa. E’ stato un onore poter lavorare al vostro fianco.

Unico mio rammarico è non aver potuto incontrare dal vivo, a causa del lockdown, le ultime classi coinvolte nel progetto. Trattandosi di un laboratorio pratico altamente immersivo, “La Storia siamo noi” non può essere replicato in modalità DAD. Ma abbiamo comunque raccolto la sfida di riadattarlo in versione video, rimodulando una parte dei contenuti per adattarli alle sfide del periodo Covid.

Il risultato? Potete vederlo qui! 

Per il futuro, l’auspicio è replicare questa preziosa esperienza in tutti gli istituti comprensivi di Bologna e perché no, di tutta Italia. Nel frattempo, ringrazio i partner e Archilabò per il grande lavoro di squadra e la Fondazione Con I Bambini per aver creduto nel progetto e aver scelto di sostenerlo.

Buona Storia a tutti e a tutte!
Annabella Losco

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