“Il luogo che mi manca” – Selargius

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A Selargius ci siano divertiti e…..

Prima della pandemia avevamo tanti progetti, stavamo organizzando eventi e attività insieme alla Comunità Educante individuata durante la fase di Mappatura dei mesi precedenti.

Poi la chiusura, le difficoltà iniziali, l’organizzazione della didattica a distanza….sembrava tutto impossibile, ma insieme siamo riusciti a continuare le attività, anche se con qualche difficoltà causata dalle connessioni non sempre ottimali, la mancanza di strumenti adeguati e le difficoltà di alcuni adulti rispetto all’utilizzo delle applicazioni e dei programmi necessari per le videoconferenze.

Siamo rimasti in contatto e abbiamo riflettuto e pensato cosa fare e come organizzarci per continuare a vederci e lavorare insieme. Diverse le attività sulle quali abbiamo lavorato, innanzitutto abbiamo avuto bisogno di recuperare le emozioni e il contatto con i luoghi e le persone che a causa della quarantena non potevamo più vedere e frequentare.

Una prima attività proposta è stata #ILLUOGOCHEMIMANCA, durante la quale è stato chiesto agli studenti di descrivere il luogo che nel periodo di quarantena è mancato in modo particolare: luoghi “fisici” reali, come ad esempio palestre, centri sportivi, luoghi di ritrovo e simili, aggiungendo alla descrizione anche le emozioni provate nel luogo scelto e come si sono sentiti nel periodo in cui non è stato possibile andarci.

 

Riportiamo l’elaborato di Gianmarco (12 anni):

“Il luogo che in questo periodo di quarantena mi manca maggiormente, oltre a casa dei miei nonni, è il campo da calcio. Da quando ho sei anni pratico calcio nella polisportiva di Su Planu Calcio 1985 nel ruolo da portiere e ho sempre cercato di non perdere mai un allenamento. Da quest’anno gioco nella categoria Giovanissimi Provinciali Under 15 e ogni settimana avevamo una partita in casa o fuori casa. Ora però, a causa del Coronavirus, è tutto sospeso e il campo ovviamente è chiuso. In classifica eravamo ben posizionati ma chissà come finirà il campionato! Speravamo di poterlo vincere o almeno di classificarci tra le prime tre squadre. Per me il campo da calcio è come una seconda casa, perché, dopo la scuola, è il luogo che frequento maggiormente. Allenarmi mi fa stare bene, mi dà molta carica e mi rilassa dalla fatica della scuola e dei compiti. Quando gioco a calcio mi sento libero e felice. Oltre a uscire di casa e a potermi allenare quasi tutti i giorni mi mancano i miei compagni di squadra con cui rido e scherzo, il mister (quello della squadra e quello di noi portieri), la dirigenza, la tifoseria che durante le partite esulta quando segniamo un gol o quando faccio qualche bella parata. Mi mancano anche le punizioni, i falli di gioco, i rigori non fischiati dagli arbitri e per i quali mi arrabbio sempre tanto senza farmene accorgere altrimenti mi danno cartellino giallo o rosso. Mi mancano in pratica anche tutte quelle cose tipiche del calcio, quelle che viviamo nel campo ogni volta. Sì, mi manca anche la terra che si infila nei pantaloni, nelle scarpe, negli occhi. Non importa se alla fine sembro “impanato”, a me piace finire un allenamento o una partita soddisfatto per quello che abbiamo fatto. Soprattutto quando vinciamo! Mi manca, inoltre, il caos che facciamo negli spogliatoi a fine allenamento o a fine partita quando tutti insieme ci facciamo la doccia, facendoci scherzi a vicenda con lo shampoo o il bagnoschiuma.

Ho anche il desiderio di quelle piccole feste che organizzavamo dopo gli allenamenti quando, in occasione di qualche compleanno, cresima, ecc., facevamo arrivare le pizze al campo! In qualche modo anche durante la quarantena abbiamo cercato di non interrompere proprio tutto. Con il mister dei portieri ci vediamo in videolezione per fare allenamenti di esplosività, elasticità e presa, mentre, con i compagni di squadra e il mister, ci sentiamo su WhatsApp e a volte postiamo dei video su palleggi fatti in casa. Gli sport mi piacciono tutti e durante l’estate, al campo estivo, ho provato a praticato anche basket, tennis, rugby, pallamano ecc. ma il calcio è sempre quello che preferisco in assoluto e non lo cambierei mai. Anche durante l’ora di motoria quando la Prof. ci fa giocare a calcio sono felicissimo oppure quando vado allo stadio o quando guardo le partite in televisione. Spero che il Governo ci permetta presto di poterci riallenare e di tornare un po’ alla vita di sempre. Capisco che sarà difficile, perché giocare a calcio vuol dire stare molto vicini al compagno di squadra e agli avversari e quindi non si potrebbe avere la distanza di sicurezza di almeno un metro però per noi ragazzi poter ritornare in campo sarebbe importante. Mi mancano tante cose. Il campo di calcio è sicuramente quello dove, se potessi, andrei anche stanotte per dare qualche calcio al pallone.”

In seguito all’attività il #ILLUOGOCHEMIMANCA, insieme agli studenti abbiamo realizzato un’intervista da sottoporre agli adulti referenti dei luoghi scelti dagli studenti stessi, per sapere come stanno vivendo questo periodo. L’attività è stata un modo per riprendere i rapporti e risentire allenatori, compagni di squadra, insegnanti della scuola di inglese o francese, ecc…e capire meglio le difficoltà che molti adulti stanno vivendo a causa del COVID19.

Si riporta l’intervista all’allenatrice di pallavolo:

 

Come stai vivendo questo periodo?

Lo sto vivendo in maniera tranquilla e pensando che non c’erano molte alternative per cercare di fermare questo virus. Per fortuna il mio lavoro mi consente di lavorare da casa e questo fa sì che le giornate passino “quasi” normalmente e soprattutto che non abbia avuto il problema del lavoro che purtroppo hanno tantissime persone in questo momento. Poi visto che la mia vita era abbastanza piena e frenetica tra lavoro in ufficio e lavoro in palestra, riuscivo a stare pochissimo a casa, quindi ne sto approfittando per godermi di più la casa, per cucinare e tante altre cose che prima non riuscivo a fare per il poco tempo a disposizione.

Quali sono gli svantaggi di questo momento?

Come ho detto prima moltissime persone non hanno la possibilità di lavorare e questo crea problemi economici alle famiglie. Poi un altro svantaggio è non poter avere contatto con tante persone che fanno parte della nostra vita, parenti, amici, colleghi, compagni di squadra. Sicuramente molte persone avevano in mente un progetto da realizzare in questo momento hanno dovuto o rimandare addirittura annullare, e questa è una cosa davvero brutta soprattutto perché non abbiamo proprio la possibilità di reagire.

Chi ti manca di più?

Di più di ogni altra cosa mi manca ogni cosa della palestra: le mie atlete, vedere i loro sorrisi, risate, i pianti, la felicità per un punto, l’impegno per riuscire ad imparare una cosa nuova, l’attesa della partita… insomma un po’ tutto! Per noi che facciamo sport di squadra, abituati a incoraggiarci, ad abbracciarci e darci la mano in quasi ogni occasione, questo distanziamento forzato è davvero triste.

Quando potrete riaprire?

Una data precisa non c’è perché proprio in questi giorni dovrebbero arrivare le indicazioni da parte della nostra federazione. Senza il loro ok non possiamo fare nulla perché sia noi allenatori che gli atleti siamo sotto la loro responsabilità. Noi aspettiamo con ansia di sapere quando possiamo riprendere in mano la palla! Se non in palestra se sarà possibile almeno al mare!

Quando riaprirai come dobbiamo comportarci per frequentare i corsi?

Come dicevo prima, aspettiamo le indicazioni della federazione, che insieme alla data ci dovrà dare un protocollo per ripartire. Cioè una serie di regole e di comportamenti da adottare in palestra per poter rischiare la attività! Di preciso cosa possa essere non lo sappiamo, ma sicuramente ci saranno tante novità per quanto riguarda l’igiene della palestra, degli attrezzi e degli atleti durante gli allenamenti. Noi siamo pronti, appena ci verrà comunicato ci attiveremo per far si che tutte queste nuove regole si possano attuare e rispettare.

Continui ad allenarti?

Ovviamente si! Anche se solo con esercizi a casa davanti alla tv con video di YouTube. Ora che si può fare qualche corsetta nelle strade intorno a casa che sono sempre poco affollate. Per il resto aspetto di poter rientrare in palestra, o almeno nelle nostre spiagge.

Altra attività realizzata è stata #EDULANDIA, un luogo immaginario della Comunità Educante, lontano dal Coronavirus, un luogo dove poter evadere con la mente, trovare pace, serenità e riparo dallo stress di questo periodo di isolamento forzato.  Un luogo dove poter esprimere la propria opinione e la propria voce.

 

Riportiamo l’elaborato di Riccardo (12 anni):

“C’era una volta, un bambino sempre molto allegro e simpatico di nome Riccardo. Viveva nel suo magico mondo chiamato Edulandia, che era davvero fantastico. Tutti vivevano senza litigare e rispettandosi l’un l’altro. In questo mondo c’erano tanti fiori colorati e castelli sulle colline. Sui rami degli alberi al posto delle foglie c’erano banconote di ogni valore, che crescevano in tutte le stagioni; per questo motivo non esisteva la povertà. Ogni anno d’estate i cittadini organizzano una grande festa in piscina, dove al posto dell’acqua c’era una montagna di spaghetti al sugo. Era davvero divertente, chiunque poteva tuffarsi e mangiare spaghetti a volontà e a Educandia gli oggetti parlano e se un bambino si sentiva solo poteva parlare con il suo letto (per esempio), perché lo avrebbe rassicurato. Un giorno Riccardo, alzando gli occhi al cielo vide volare un oggetto che da subito non gli piacque; era una palla con dei tentacoli, aveva un bruttissimo aspetto e intorno c’era una nuvola nera, era Mister Virus. Riccardo subito capì che si trattava di un nemico che voleva distruggere Edulandia e tutti i suoi abitanti. Chiamò subito in suo aiuto il suo amico Scooby, un intelligentissimo e astuto gatto, che spesso gli teneva compagnia e lo aiutava se aveva a volte paura. I due decisero di avvisare tutti i cittadini, che subito si organizzarono per cercare di evitare, che Mister Virus entrasse nel loro magico mondo. Ad un certo punto sentirono dei brutti suoni e capirono che Mister Virus stava arrivando. Tutti si fecero coraggio e incominciarono a lanciargli l’impossibile. Si buttarono nella piscina e lanciarono i piatti pieni di spaghetti sopra      quell’orribile creatura. Scooby spiccò un gran salto e balzò sopra Mister Virus e lo immobilizzò attorcigliandolo con uno spaghetto. Tutti lo acclamarono, anche gli alberi cominciarono ad applaudire e cantare. Così Mister Virus capì che quel mondo era troppo forte per lui e scappò per mai più tornare. Scooby e Richi da quel giorno divennero ancora più uniti e insieme non ebbero più paura di niente e di nessuno. Educandia fu salva e da allora anche gli abitanti degli altri mondi vollero vivere in quel fantastico luogo.”

Durante tutte le diverse attività ci siamo resi conto di quanto sono preparati gli studenti su App e programmi, a differenza di alcuni adulti, abbiamo quindi pensato di organizzare con gli studenti l’evento #TUTTIINCATTEDRA.

Ogni classe ha selezionato App e programmi da presentare, è stata realizzata una locandina diffusa all’interno della scuola per invitare docenti e genitori.

Gli studenti hanno presentato e spiegato come funzionano alcune APP e alcuni programmi e gli adulti hanno avuto la possibilità di fare domande e capire meglio come utilizzare le nuove tecnologie per interagire meglio e più facilmente con gli studenti.

Ora la scuola è finita, ma stiamo elaborando altre attività per rimanere in contatto anche durante l’estate.

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