Città dei Bambini di Misilmeri, a lezione di inglese tra gioco e interazione

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A lezione di inglese ma con un metodo fondato sul gioco. I piccoli frequentanti la scuola dell’infanzia della Città dei Bambini di Misilmeri per due ore a settimana lo apprendono da una docente di madrelingua, tramite un’interazione attraverso la proposta di canzoncine, filastrocche, filmati, schede e flash cards.

Il gioco, quindi, viene considerato strumento privilegiato di insegnamento ed apprendimento. E contemporaneamente il metodo è basato pure sulla routine, favorendo l’apprendimento di parole di uso familiare delle quali i bimbi possano avere riscontro nella loro quotidianità.

Proporre fin dalla prima infanzia l’apprendimento di una seconda lingua non è più considerabile un’attività sperimentale: sono molteplici, infatti, le ricerche in campo internazionale che dimostrano inequivocabilmente i suoi benefici.

D’altra parte fin dalla nascita sono innati la predisposizione del bambino all’apprendimento del linguaggio, l’approccio propositivo verso nuove esperienze di conoscenza e la marcata capacità di far proprie le informazioni.

Il progetto “La città dei Bambini” è stato selezionato dalla Fondazione Impresa sociale “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Realizzato nell’omonimo Polo educativo per l’Infanzia di Misilmeri, ha come capofila la cooperativa sociale “Libera…mente” e vede coinvolti tra i vari partner anche il Comune di Misilmeri e la Direzione didattica statale “Salvatore Traina”.

Il tutto sotto la supervisione di Genì Fontana, direttrice del Polo educativo per l’infanzia “La città dei Bambini”, Francesco Albano (responsabile del progetto “La città dei Bambini” di Misilmeri) e Gaspare Carandino (presidente di “Libera…mente”, capofila del progetto).

 

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