Festa di Ognissanti, laboratorio di frutta martorana alla Città dei Bambini di Misilmeri

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In Sicilia nel ponte tra la Festa di Ognissanti (1 novembre) e quella cosiddetta “dei morti” (2 novembre) è tradizione centenaria fare dei regali ai più piccoli: giocattoli, ad esempio, oppure dolci.

E non è stata fatta eccezione alla Città dei Bambini di Misilmeri: la ludoteca, infatti,  ha proposto il laboratorio di frutta martorana che è piaciuto moltissimo ai bambini.

Secondo le antiche tradizioni, nella notte tra il primo e il due novembre i regali venivano nascosti, e al mattino il bimbo andavano a cercarli in giro per la casa. Una volta trovati, si diceva ai piccoli che quei pensieri venivano in dono dalle anime dei parenti defunti, a cui successivamente si andava a fare visita al cimitero.

In particolare, la frutta di Martorana è il dolcetto per eccellenza della tradizione dolciaria siciliana. Fatta di pasta di mandorle modellata e colorata in modo da imitare frutti e ortaggi in scala ridotta, fu inventata dalle monache del Monastero della Martorana, fondato a Palermo dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194.

Si racconta che le monache crearono queste piccole opere d’arte culinaria per la prima volta nel Basso Medioevo per la visita dell’arcivescovo (o dell’imperatore Carlo V nel 1535, stando a un’altra versione), per sostituire con esse i frutti ormai raccolti dagli alberi del loro giardino e sbalordire l’illustre ospite.

Il progetto “La città dei Bambini” è stato selezionato dalla Fondazione Impresa sociale “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Realizzato nell’omonimo Polo educativo per l’Infanzia di Misilmeri, ha come capofila la cooperativa sociale “Libera…mente” e vede coinvolti tra i vari partner anche il Comune di Misilmeri e la Direzione didattica statale “Salvatore Traina”.

Il tutto sotto la supervisione di Genì Fontana, direttrice del Polo educativo per l’infanzia “La città dei Bambini”, Francesco Albano (responsabile del progetto “La città dei Bambini” di Misilmeri) e Gaspare Carandino (presidente di “Libera…mente”, capofila del progetto).

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