STUDENTI. BOOM DI ATTACCHI DI PANICO. MA NON SEMPRE SONO UN MALE

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Aumentano, negli sportelli d’ascolto nelle scuole di Lazio, Calabria e Sicilia, che rientrano nel progetto l’Atelier Koine, le richieste d’aiuto

“Negli ultimi mesi abbiamo notato un aumento significativo della domanda di interventi di natura psicologica tra gli studenti che frequentano i nostri sportelli d’ascolto. La maggior parte legata a difficoltà che hanno a che fare con ansia, crisi emotive fino e panico”.

A parlare è il dottor Luigi Caravano, psicologo e psicoterapeuta, impegnato nel progetto d’ascolto messo in campo nelle scuole di Lazio, Sicilia e Calabria dal progetto l’Atelier Koine selezionato da impresa sociale “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che vede come ente capofila la coop ‘La Lanterna di Diogene’.

“Ogni difficoltà – spiega Caravano – può trasformarsi in un’occasione. È indispensabile però creare le condizioni affinché gli studenti, che sono i più colpiti da questa pandemia, possano ascoltare il loro ‘panico’ e le sue motivazioni. Noi tutti cerchiamo di evitare le circostanze che riteniamo pericolose, così anche il panico. Tendiamo a non ascoltarci o peggio a isolarci e ritirarci. Gli sportelli d’ascolto nelle scuole sono invece fondamentali proprio per aiutare i ragazzi a capire ciò che gli si presenta davanti e affrontarlo”.

“Il panico – sottolinea ancora il dottor Caravano – rappresenta l’irruzione di aspetti di noi, desideri, paure, pensieri e stati d’animo che abbiamo, in maniera più o meno consapevole, messo da parte, negato, e che hanno spesso a che fare con le nostre debolezze, le nostre défaillance, il nostro inciampare”.

“Questa pandemia ha spinto tutti noi, e i ragazzi non fanno eccezione, a fare i conti con questi aspetti, con i nostri limiti, con quello che non possiamo determinare e controllare. Dobbiamo invece far capire loro che è necessario avere un rapporto più sereno con i nostri limiti, per fare in modo che questi non ci impediscano di esplorare, di tentare anche andando incontro alla possibilità di fallire, senza che questa eventualità ci impedisca di tirare fuori la testa dal nostro guscio”.

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