La scuola ai tempi del Covid, Maria (Liceo Classico Pitagora – Crotone): “Quando la vita sembra un film”

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Accogliamo una nuova testimonianza scritta da parte dei nostri adolescenti sul tema “La Scuola ai tempi del Covid“, uno spazio di racconto e confronto che abbiamo avviato sin dagli scorsi mesi. Al centro i nostri giovani con le loro emozioni ed i cambiamenti ch questa nuova era emergenziale ha imposto. Lo scritto di oggi arriva da Crotone a firma di Maria, studentessa del Liceo Classico Pitagora.

Buona lettura!

Stiamo guardando un film, siamo con i nostri amici, tutto sembra tranquillo.
C’è come l’impressione che questa calma sia apparente, che sia il frangente in cui la bella commedia diventa improvvisamente una storia horror.
Adesso siamo spaventati.
Abbiamo così tanta paura da coprire i nostri occhi con la coperta che, probabilmente, avrebbe dovuto proteggerci. Da portarci le mani alle orecchie, così da poter allontanare le urla, i rumori.
Siamo terrorizzati.
Vorremmo scappare via, vorremmo mettere fine ai brividi, vorremmo spegnere la TV, ma il telecomando è sparito.
Siamo impotenti.
Non c’è niente che possiamo fare per cambiare le cose, non c’è niente che possiamo fare se non aspettare.
L’attesa, l’incertezza, si mescolano alla realtà e siamo d’un tratto catapultati all’interno della storia.
Vi siete mai chiesti come sarebbe vivere un incubo? Io no, ma lo sto vivendo comunque.
Ho desiderato tanto ritrovare il telecomando e poter finalmente cambiare canale, ho desiderato che la paura andasse via e che la storia avesse un lieto fine.
Ho desiderato svegliarmi e superare l’incubo.
Ma sono ancora qui, in bilico, bloccata tra la realtà e la speranza che tutto passi.
Sdraiamoci sul letto, osserviamo il soffitto e lasciamo che la nostra mente guidi i nostri desideri.
Dove ci ha portati? Si, proprio lì.
Siamo alle piccole cose, ai particolari che abbiamo sempre ignorato.
Eravamo tutti impegnati a volere di più, a pretendere troppo, ignorando ciò che davvero era importante. Abbiamo ignorato il calore di un abbraccio, la morbidezza di un bacio, una dolce stretta di mano, un sorriso condiviso. Abbiamo valorizzato le cose a cui ora neanche pensiamo, perchè desideriamo ciò che prima ci sembrava niente, invece oggi, sarebbe stato tutto.
Abbiamo sottovalutato l’importanza dell’affetto, l’importanza dell’essere circondati dalla gente che amiamo. L’importanza del poter uscire, correre spensierati per strada, respirando la vita senza filtri, senza mascherine. La vita che oggi sembra essere sparita.
Abbiamo dato tutto per scontato, quando di scontato nella vita non c’è niente.
Abbiamo festeggiato alla notizia delle scuole chiuse, ma guardateci oggi, faremmo di tutto per poter tornare tra banchi a stare insieme, a mostrare un sorriso invece di nascondere la tristezza dietro ad una videocamera, invece di toccarci attraverso uno schermo.
Siamo stati privati della parte fondamentale delle nostre giornate, delle ore che più odiamo ma che, in realtà, più amiamo.
Perchè alla fine la scuola è tutto ciò di cui finora ho parlato, tutto ciò che più ci accomuna, ogni piccolo gesto e ogni minimo tocco.
Ci sembrava scontato doverci alzare al mattino, dover prendere l’autobus, dover assaggiare il contatto fisico che adesso tanto bramiamo.
Ci sembrava scontato poter interagire senza esitare, senza dover trovare il momento esatto per accendere una webcam o un microfono.
Ci sembrava scontato seguire le lezioni senza alcuna difficoltà.
Ci sembrava scontata la bellezza della scuola e i ricordi migliori che sono al suo interno.
Adesso, ciò che speriamo diventi scontato, è ritrovare quel telecomando così da poter interrompere tutto e riscrivere la trama di una storia più bella.”

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