Presentato alla Reggia di Caserta il progetto “HortiCultura”

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Presentazione del progetto HortiCultura presso la Reggia di Caserta

Lo scalone della Reggia mantiene sempre un fascino che emoziona. E gli Appartamenti reali restano sempre una scoperta: ogni volta noti un particolare differente. Un percorso che abbiamo ripetuto di frequente nelle ultime settimane, perché c’era da organizzare il primo evento pubblico di HortiCultura.

Lunedì 5 ottobre, alle 10:00, nella Sala dei Porti, il progetto si è finalmente presentato con un’iniziativa in presenza, realizzata nello scrupoloso rispetto delle norme anti Covid19.

 

 

HortiCultura è stato raccontato da Paola Pascale, che ne è la coordinatrice. Una sintesi per nulla semplice, la sua. L’intervento, che si svilupperà in tre anni, mette infatti in gioco: agricoltura, arte, storia, dialogo intergenerazionale, sana alimentazione. Il che vuol dire proporre un “ibrido” educativo che contamina positivamente domini che tradizionalmente restano chiusi nei loro confini. E invece HortiCultura insegna le discipline STEM in un luogo d’arte. Utilizza le nuove tecnologie per trasmettere le competenze antichissime dell’agricoltura. Avvicina bambini della scuola primaria a nonni attivi e generosi, che si occuperanno della manutenzione degli horti, tra una visita e l’altra dei ragazzi.

 

 

La Reggia di Caserta e il suo Parco straordinario sono la cornice ideale di un progetto educativo che valorizza la terra, la manualità, l’arte e le scienze. “E’ stato naturale per noi aderire ad HortiCultura” sottolinea l’arch. Tiziana Maffei, direttore del complesso vanvitelliano. “E il progetto ci è servito ad accelerare un processo di recupero e rifunzionalizzazione di una parte importante del Parco”. Qui infatti, gli horti nasceranno nell’area dei Liparoti: una sezione riparata dai grandi flussi turistici, ma comunque facilmente accessibile, sia dal varco principale, sia da un accesso specifico. La Direzione del sito ha investito importanti risorse proprie per recuperare l’area a accogliere al meglio i bambini della scuola di Marcianise, che arriveranno già dalle prossime settimane.

 

Insieme al Parco archeologico di Pompei, ci sono altri due luoghi di archeologia che aderiscono ad HortiCultura: il circuito dell’antica Capua e il museo atellano. Entrambi nelle competenze della Direzione Regionale Musei della Campania. Per questo hanno portato la loro testimonianza il dott. Antonio Salerno e la dott. Ida Gennarelli, che dirige i siti di Santa Maria Capua Vetere. Il sito sammaritano peraltro vedrà sia la nascita di un roseto, parallelamente agli horti e coerente al contesto archeologico, sia il recupero alla fruizione del pubblico di statue oggi non esposte. Dai loro interventi emerge un’innovazione sociale molto forte: l’istituzione museo si sente (e agisce come) parte integrante della comunità educante. Apre i suoi spazi a formule di fruizione innovativa, accoglienti in primo luogo verso i bambini portatori di fragilità specifiche, spesso all’origine di una condizione di povertà educativa.

 

Il progetto è ispirato – come la stessa cooperativa Terra Felix, soggetto responsabile – alla filosofia e allo stile di Legambiente. Il presidente nazionale, Stefano Ciafani, anche lui a Caserta per HortiCultura, ha sottolineato come l’associazione sia impegnata da anni sul territorio per riconvertire la Terra dei Fuochi nella sua dimensione naturale e storica di Terra Felix e Terra di Lavoro.

 

Dopo un videointervento di saluto di Carlo Borgomeo, la giornata è proseguita con un percorso didattico legato al vicino Real Sito di Carditello, e con laboratori per bambini.

 

Una bella giornata. La prima dei prossimi tre anni.

 

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