“La qualità delle nostre decisioni dipende dalla qualità delle nostre relazioni” B. S. – Pillole di Digital Innwork!

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L’emergenza COVID-19, che sta interessando tutto il nostro Paese, ci ha purtroppo imposto la sospensione degli accompagnamenti individuali professionali in corso, attivati a partire dal mese di ottobre 2019 grazie all’azione JOB e sostenuti dal partner Compagnia delle Opere Marche Sud (CDO), volti ad un orientamento professionale dei ragazzi delle scuole superiori.

Tuttavia, al fine di incentivare e “stuzzicare” la fantasia e l’intraprendenza dei ragazzi che in questi mesi hanno inevitabilmente molto tempo a disposizione, Il Faro Società Cooperativa Sociale (ente capofila del progetto) e la Compagnia delle Opere Marche Sud (partner d progetto) hanno organizzato i Digital Innwork, ciclo di 6 “meeting virtuali” destinati ai ragazzi delle scuole superiori. I Digital Innwork (versione digitale degli eventi Innwork previsti all’interno del progetto GOALS) hanno permesso ai ragazzi partecipanti di confrontarsi con professionisti, imprenditori, giovani di successo ed esperti del mondo del lavoro in modalità telematica e completamente gratuita, attraverso sessioni di 1 ora ciascuno e con possibilità di interagire e fare domande.

Ma scopriamo di più!

Nel raccontare le storie della loro vita e delle loro carriere professionali, tutti i relatori hanno cercato di stimolare e spronare i ragazzi a seguire le loro passioni, a non arrendersi di fronte ad un mercato del lavoro che, oggi più che mai, si mostra incerto e ad essere sempre curiosi.

Ad aprire il ciclo dei Digital Innwork è stata Stefania Pietrella, attualmente 𝑆&𝑂𝑝 𝑀𝑎𝑛𝑎𝑔𝑒𝑟 𝑃ℎ𝑖𝑙𝑖𝑝𝑠 𝐴𝑚𝑠𝑡𝑒𝑟𝑑𝑎𝑚, che ha raccontato ai ragazzi come mai una ragazza Maceratese 𝑙𝑎𝑢𝑟𝑒𝑎𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑠𝑐𝑖𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑚𝑢𝑠𝑖𝑐𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑠𝑖 𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎 𝑑𝑖 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑃ℎ𝑖𝑙𝑖𝑝𝑠 𝑎𝑑 𝐴𝑚𝑠𝑡𝑒𝑟𝑑𝑎𝑚. Stefania apre così il dialogo con i ragazzi: “L’invito di oggi mi ha costretto a riguardare la storia che mi ha portato qui e ho pensato che guardare indietro è abbastanza facile, è già successo tutto. Quando invece devi guardare avanti, come ora state facendo voi, è un po’ diverso, non sai qual è la direzione…proprio per questo, è necessario andare avanti con fiducia, e questa fiducia la possiamo trovare in tanti modi, anche sentendo le storie degli altri. Ecco perché ho accettato questa opportunità di dialogo con voi. Oggi sono qui cercando di essere per voi come una guida per chi passeggia in montagna, che va prima di voi e vi dice non mettete i piedi li perché scivola, ma di là perché è più sicuro…Ogni volta che devo prendere una decisione non penso mai se è giusta, ma penso se è vera, cioè se con tutto quello che so e che provo in quel momento, è una cosa che ha senso. Dipende da chi sei, da cosa ti piace e da cosa non ti piace in quel preciso istante in cui devi prendere la decisione. Il punto è cosa è più rilevante in quel momento. Quindi mi viene da sottolineare che quello che c’è è tutto quello che serve: per prendere una decisione non bisogna immaginare infiniti scenari e infinite conseguenze, perché questo spesso non è possibile da prevedere, è irrealistico e ci blocca. Invece se io baso la mia decisione su quello che sono e su quello che c’è, è ciò che basta.”

Dopo Stefania, è stata la volta di Tommaso Sorchiotti 𝐶𝑟𝑒𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝐷𝑖𝑔𝑖𝑡𝑎𝑙 𝑀𝑎𝑛𝑎𝑔𝑒𝑟, che ha raccontato ai ragazzi il suo percorso, duro ma interessante, per arrivare a gestire la comunicazione di grandi aziende multinazionali:  “gran parte delle scelte che ho fatto le ho fatte per esclusione:  molti, quando devono scegliere l’università, non sanno cosa possono fare, cosa voglio fare, cosa li renderebbe felici…io sono andato per esclusione partendo dalle cose che mi ispiravano. Anche oggi, quando penso al mio futuro, vado per esclusione. Avendo provato molti lavori inerenti al tema della comunicazione, so cosa NON voglio fare, e quindi so cosa mi rimane da provare. Ma attenzione ragazzi!  Andare per esclusione non vuol dire prendere quello che trovi scartando ciò che non fa per te, ma vuol dire mettersi in moto, studiare, esplorare le opportunità, fino a capire ciò che fa realmente per me. Il consiglio che mi sento di darvi è di non farvi problemi a sbagliare, perché è difficile avere delle risposte prima. Non abbiate paura di sbagliare, io sono fiero degli errori che ho fatto, perché quegli errori adesso mi permettono di essere felice per quello che faccio. Non fatevi problemi a porre domande, a farvi avanti, ad essere audaci.

Esplorate tutto ciò che c’è intorno alla scelta che farete…quando scelgo l’università, non posso fermarmi alla semplice didattica e alla teoria, fondamentali sono le esperienze concrete, i racconti delle persone che lavorano e che utilizzano quelle conoscenze.”

I ragazzi hanno poi avuto l’opportunità di scoprire il mondo dell’architettura con Andrea Tabocchini, che dopo aver girato il mondo, è oggi architetto presso la prestigiosa OMA di Rotterdam:  “so che non tutti ancora non sono sicuri su che direzione prendere, anzi, molti si portano dietro questo dubbio anche da adulti, ma la cosa importante è seguire sempre non la voce altrui, ma la vostra voce interiore, la vostra intuizione che vi dice “io vorrei fare questa cosa”. Non abbiate paura di provare: le persone siano tutte persone, anche nel caso in cui stiamo parlando di “eccellenze”. Se c’è una cosa che ho imparato è questa: quando si ha un’idea, un sogno, provate a perseguirla e provate a contattare persone che possono aiutarvi a realizzarla. Bisogna avere fiducia nelle altre persone. Se penso a cos’è il lavoro, secondo me esso è composto da due componenti. La prima è credere nel proprio sogno e, come dice Steve Jobs, se ancora non l’abbiamo trovato continuiamo a cercarlo finché non lo troviamo. Bisogna essere curiosi, provare interessi, essere creativi e credere nella bellezza dei propri sogni, qualunque sogno esso sia.  La seconda componente è saper condividere il proprio sogno, oggi più che mai è fondamentale credere nella comunicazione e nella collaborazione con le altre persone.”

Dopo una breve pausa pasquale, i ragazzi hanno poi avuto l’opportunità di confrontarsi con Valerio Placidi cℎ𝑖𝑒𝑓 𝐺𝑟𝑜𝑤𝑡ℎ 𝑂𝑓𝑓𝑖𝑐𝑒𝑟𝑠 𝑒 𝑂𝑤𝑛𝑒𝑟 𝐺𝑟𝑜𝑡𝑡𝑖𝑛𝑖 𝐿𝐴𝐵, che rivolgendosi ai ragazzi evidenzia i 3 fattori fondamentali nelle scelte della vita “una prima parola fondamentale per me è identità: capire chi siete, cosa si vuole, cosa ci piace e poi continuare a perseguire le strade che abbiamo scelto o cambiare se ci rendiamo conto che la strada scelta non fa per noi. Non abbiamo una sola opportunità, per capire proprio identità servono anche gli errori.

La seconda parola fondamentale è la conoscenza: l’università è l’opportunità che vi viene data per valutare in maniera attenta e scegliere quella che è la soluzione migliore per voi. Sappiate però che la conoscenza e l’apprendimento non finiranno mai: siate sempre curiosi, confrontatevi con le altre persone, con gli amici, per avere dei punti di vista, e in questo modo farete le valutazioni migliori per la vostra vita.

La terza parola fondamentale è la fiducia: se avete una buona idea, continuate a perseguirla se anche troverete qualcuno che vi dirà che fallirete. Abbiate fiducia nel portare avanti i vostri progetti, anche nel caso in cui qualcuno vi dica che non valgono.”

Gli ultimi due Digital innwork sono stati poi dedicati al mondo universitario. Ad aprire l’ultima parte Alessio Cavicchi 𝑃𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝐴𝑔𝑟𝑖𝑏𝑢𝑠𝑖𝑛𝑒𝑠𝑠, 𝑆𝑣𝑖𝑙𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑅𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑀𝑎𝑟𝑘𝑒𝑡𝑖𝑛𝑔 – 𝐷𝑖𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑆𝑐𝑖𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐹𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑑𝑒𝑖 𝐵𝑒𝑛𝑖 𝐶𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑇𝑢𝑟𝑖𝑠𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑈𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑆𝑡𝑢𝑑𝑖 𝑑𝑖 𝑀𝑎𝑐𝑒𝑟𝑎𝑡𝑎:  “tutta la traiettoria del mio lavoro e della mia passione nasce da certi incontri e da certi momenti importanti che ho avuto e che ho fatto proprio negli anni delle scuole superiori. Pensare di parlare a ragazzi delle scuole superiori quindi mi emoziona particolarmente. La maturità è il momento più “drammaticamente” bello di tutti, perché uno inizia a pensare a cosa farà da grande, inizia a farsi delle domande che per la prima della vita inizia a sentire con urgenza. Non bisogna però avere ansia, perché la vita è tutta un apprendere e un mettersi in discussione, quindi se poi si sbaglia a far qualcosa, l’importante è ritrovarsi negli errori e rimediare ad essi, anche grazie agli amici e alla famiglia che ti accompagnano nelle decisioni.

Durante le superiori e le università ho incontrato infatti amici e professori che mi hanno sempre stimolato a guardare cosa volessi veramente dalla mia vita, il motivo per alzarti la mattina ed essere contento di andare a lavorare.

Se c’è una persona che è contenta di lavorare e si vede, quello è il suo percorso lavorativo.

Bisogna partire da quello che la realtà ti da, quindi attenzione, non aspettate sempre l’occasione giusta, perché l’occasione giusta bisogna anche andarsela a cercare e soprattutto non bisogna mai dimenticare l’orizzonte che si ha. Se si parte con un obiettivo, non bisogna accontentarsi di ciò che si trova, ma puntare sempre a quell’obiettivo, a quell’idea.”

A conclusione del primo ciclo i ragazzi si sono poi confrontati con Emanuele Frontoni  𝑃𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝐹𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝐼𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝐶𝑜𝑚𝑝𝑢𝑡𝑒𝑟 𝑉𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑙’𝑈𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑃𝑜𝑙𝑖𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑀𝑎𝑟𝑐ℎ𝑒: “non esiste da nessuna parte che uno nasce per fare intelligenza artificiale e passa tutta la vita a occuparsi di intelligenza artificiale: spesso ci troviamo impegnati in impeghi più disparati, e ognuno di essi ci insegna qualcosa.  Ad esempio io scrivevo articoli sull’arbitraggio, ma anche da questo io ho tratto degli insegnamenti… partendo proprio dell’arbitraggio, ho capito  l’importanza della capacità di scegliere prendendosi delle responsabilità, che vale in tutti gli istanti della vita…ogni piccolo passo che facciamo c’è un esercizio di responsabilità.

Nessuna scelta che voi farete la farete mai da soli, questa non è un’imposizione ma è un consiglio. Ogni persona intorno a voi è una persona con cui voi state condividendo le vostre scelte, e questa condivisione può essere portata alla massima espressione quando si riesce a lavorare insieme, a condividere dei ragionamenti e andare a fondo  sulle cose.

Per far questo però bisogna allenarsi, con molta volontà bisogna allenarsi a condividere idee, approcci, pensieri, a chiedersi e farsi domande insieme, e poi cercare qualcuno che suggerisca risposte a queste domande insieme.

I momenti di incontro servono per voi, ma anche per gli altri, e questo vale anche quando scegliamo: noi cresciamo e impariamo anche semplicemente ascoltando le storie e le scelte degli altri, anche se non abbiamo nulla a che fare con esse.

Tutto questo è solo una piccola parte delle bellissime testimonianze che i relatori che hanno regalato, e a loro va il ringraziamento di tutto il team del progetto GOALS”

 

La qualità delle nostre decisioni dipende dalla qualità delle nostre relazioni”

Bernhard Scholz

 

Ps. Ti sei perso i nostri appuntamenti? Nessun problema! Puoi trovarli tutti nel canale youtube https://www.youtube.com/user/cdomarche/videos

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