Summer camp in Cilento per i ragazzi di Futuro Prossimo Chiaiano. L’esperienza vista con gli occhi di Giuseppe

di

Il viaggio, la conoscenza del proprio territorio, della regione di appartenenza, oltre i confini del proprio quartiere, le nuove amicizie, la vacanza senza la famiglia, l’autonomia: sono queste le esperienze e le emozioni che i ragazzi di Futuro Prossimo Chiaiano portano a casa dopo tre giorni di summer camp in Cilento, accompagnati dagli operatori e dalle operatrici dell’associazione Easlab. A raccontarci questa avventura è Giuseppe, che riporta il vissuto di tutti i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato.

Finalmente è giunto il giorno della nostra partenza, sveglia all’alba, valigie pronte e tanto entusiasmo, per tutti noi è stato il primo viaggio da soli.

Durante la prima metà del viaggio eravamo ancora tutti un po’ assonnati, me compreso; invece, nella seconda metà abbiamo iniziato a cantare… l’emozione era tanta, eravamo tutti impazienti di arrivare a destinazione.

Giunti a San Severino di Centola, dopo aver attraversato il ponte di epoca fascista con scorcio sul canyon, è comparsa davanti ai nostri occhi una piscina molto grande e bella e una struttura bellissima, molto accogliente. Abbiamo effettuato il check-in in albergo e ci siamo riuniti tutti quanti in cerchio nella reception, così che gli operatori di Easlab, che ci hanno accompagnati in questa avventura, potessero comunicarci la disposizione delle camere per poi partire subito verso la spiaggia. Arrivati in spiaggia abbiamo deciso di farci un bagno per rinfrescarci un po’. Il pomeriggio in spiaggia è passato tra diversi giochi e nuotate.

Dopo cena ci siamo tutti riuniti in giardino per partecipare ad un laboratorio con una professoressa di arte e, con il suo aiuto, io e altri ragazzi abbiamo realizzato maschere o pesciolini tridimensionali di carta pesta a partire dal taglio di fogli di giornale. Alla fine del laboratorio artistico ci siamo riuniti tutti quanti in cerchio per creare un diario di bordo con l’aiuto degli operatori.

Ci è stato chiesto dagli operatori di indicare la cosa che più ci ha colpito del primo giorno di viaggio, e ognuno ha espresso il suo pensiero in forma orale, poi lo ha trascritto su un padlet. Le cose che più ci hanno colpiti sono state il paesaggio visibile dall’albergo e le risate fatte in gruppo. Il pensiero di Maria: “Questo viaggio mi ha aiutato a capire che la diversità è ricchezza e che possiamo apprendere tutto da tutti anche con le mille differenze; un gruppo unito non è sempre facile da formare in così poco tempo ma noi in questo viaggio siamo stati un’eccezione. Tutti di posti e mondi completamente diversi abbiamo imparato a condividere e regalare pezzi del nostro mondo agli altri.”

Dopo solo un giorno di viaggio, tra di noi è nato un rapporto bellissimo. Penso che sia stato veramente molto utile incontrarci diverse volte tutti quanti prima del viaggio, in modo che alla partenza fossimo già un gruppo unito. Il giorno seguente dopo la colazione abbiamo indossato i costumi e ci siamo tuffati nella piscina dell’albergo. Alle 13:30 ci siamo tutti riuniti in giardino e alle 14 siamo partiti per il parco del Cilento. Dopo aver viaggiato per un po’ in pullman siamo saliti sulle gip che ci hanno accompagnati sulla cima della vetta più alta della Campania. Arrivati in cima siamo partiti per l’escursione, ci aspettavano 2 chilometri di strada in discesa e 400 metri di un tunnel scavato a mano per raggiungere l’“Inghiottitoio di Vallivona”: un piccolo posto sperduto che a me dava l’aria di essere paradisiaco, forse anche un po’ mitologico. Per tornare al pullman abbiamo dovuto percorrere lo stesso cammino e i panorami che abbiamo visto sono stati veramente indimenticabili.

Dopo cena, ci attendeva il pullman che ci ha accompagnati a Scario, dove abbiamo fatto una passeggiata e siamo andati in una giostra: le molle. Io non ero mai andato su questa giostra prima di quel giorno, siamo tutti un po’ tornati bambini e ci siamo divertiti molto. Poco prima della mezzanotte siamo rientrati in albergo e a mezzanotte precisa eravamo tutti riuniti per fare gli auguri alla nostra amica Francesca per il suo compleanno.  Dopo aver mangiato la torta di compleanno abbiamo compilato il diario di bordo del secondo giorno di viaggio. Le cose che più ci hanno colpiti sono state il panorama che abbiamo visto durante l’escursione e i rapporti che si sono creati, che erano ormai strettissimi. Alla fine di ogni viaggio è per noi diventato indispensabile ascoltare una canzone che abbiamo notato essere conosciuta e amata da tutti quanti noi: “Another love”, cantata da Tom Odell.

Il giorno seguente siamo partiti per il porto di Scario dove ci attendeva una motonave per ammirare l’Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta a San Giovanni A Piro. Durante il viaggio ci siamo fermati per osservare la “Grotta Azzurra”, poi la barca ci ha lasciati alla spiaggia Sciabica vicino Baia degli Infreschi. Siamo rimasti veramente colpiti dalla purezza del mare e dalla bellezza del suo fondale. Rientrati dalla giornata di mare, anche se eravamo molto stanchi siamo poi andati, dopo cena, a Palinuro. Abbiamo passeggiato lungo l’area pedonale con qualche sosta per spuntini e souvenir. Giunti alla fine di questa zona pedonale, abbiamo deciso di cambiare strada e passare per il lungo mare. Verso mezzanotte siamo arrivati in albergo e ci siamo riuniti per compilare l’ultimo diario di bordo di questo viaggio. Stavolta ci è stato chiesto di indicare ciò che più ci ha colpiti della terza giornata e ciò che più ci ha colpiti del viaggio.

Le cose che più ci hanno colpiti sono state il viaggio in barca e le amicizie che si sono formate in questi 3 giorni di viaggio. Terminato il diario di bordo, come la sera precedente, siamo andati a bordo piscina, quando si sono spenti i lampioni che illuminavano il giardino le stelle erano molto visibili ad occhio nudo; abbiamo visto anche le stelle cadenti, era l’ultima notte che trascorrevamo insieme. La mattina seguente abbiamo fatto colazione tutti insieme, prima di partire abbiamo fatto girare un pallone sul quale ognuno di noi ha scritto una dedica al gruppo. Nel pullman abbiamo deciso che il pallone sul quale ognuno di noi (operatori compresi) ha scritto una dedica al gruppo dovesse girare tra di noi il 7 di ogni mese. Dunque è stata sorteggiata Flavia come prima ragazza che dovrà custodire il pallone fino al 7 agosto per poi passarlo ad un’altra persona del gruppo.

Giunti alla fine del viaggio siamo arrivati a Chiaiano, dove ci attendevano i nostri genitori; abbiamo preso i bagagli dal pullman e ci siamo salutati. Per me questo viaggio è stato indimenticabile e soprattutto spero di riuscire a rimanere in contatto con le amicizie che si sono formate all’interno del gruppo.

Regioni

Ti potrebbe interessare

Giovani, resilienza e… parkour

di

Una delle capacità che più viene richiesta ai ragazzi per potere uscire illesi dall’adolescenza è senza dubbio la resilienza, soprattutto in contesti...

23 aprile: una giornata per leggere tutti

di

“C’è una parola nuova che forse hai sentito. Ti potrebbe capitare di udire la gente che ne parla o sentirla nominare al...

Non dimentichiamoci dei nostri diritti: 3 giorni di Festival per rivendicare l’importanza dei giovani

di

A Bari, tra il 16 ed il 18 Luglio, l’incontro tra più di 350 ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia per...