Orientare vuol dire sviluppare fiducia verso il futuro

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Alcuni spunti dalla formazione con l’Istituto Minotauro sul tema “Preadolescenza nei tempi della post pandemia”.

Orientare vuol dire sviluppare fiducia verso il futuro.

La visione del domani dell’adulto, del genitore in particolare, ha degli effetti molto profondi sulla percezione del presente e del futuro che svilupperanno ragazzi e ragazze. Se questa visione risulta troppo pessimistica, infatti, il messaggio che passa rischia di generare una contraddizione: da un lato l’adulto richiede quotidianamente impegno, costanza, fatica e dedizione, dall’altro prospetta un domani incerto e poco premiante in cui lavoro e benessere non sono  garantiti. E’ molto importante rassicurare sul domani e trasmette speranza, per infondere la necessaria motivazione ad affrontare le sfide di oggi. 

A partire dagli anni 2000 si è passati da un’idea di carriera lineare a quella di un mercato in continua evoluzioni in cui ancora non si conoscono quelli che saranno i “lavori di domani”. Chi si affaccia al mondo del lavoro, oggi, non può più sperare di  assicurarsi un lavoro “a vita” grazie alle sole conoscenze tecniche; oggi sono necessarie competenze trasversali (relazionali, di mediazione, problem solving, ecc.) e la capacità di creare ponti fra concetti, connettersi con gli altri integrando le competenze e le conoscenze in sistema reticolare complesso, dove ognuno dà un contributo che si integra con gli altri in modo generativo.

La conoscenza condivisa (rete) è legata alla consapevolezza (funzioni trasversali). Per diventare adulti quindi, serve in primis una maggiore consapevolezza di sé: chi sono, dove sono, cosa voglio, cosa so fare, come trasformo le cose.

La definizione di sé si crea a partire dallo sguardo degli altri, soprattutto degli adulti significativi. Importante, perciò, dare risorse e opportunità e non valutazioni o giudizi che finiscano per ingabbiare l’altro; spostare l’attenzione dal ‘cosa dicono gli altri’ a ‘come risolviamo la questione’. Questo è possibile se l’educatore non dà giudizio, non parte dall’idea che esista un  modo migliore di arrivare alla soluzione di un problema.

Per aiutare la crescita di un/una undicenne serve sostegno, servono esperienze alternative per cambiare la prospettiva e supporto nell’affrontare le sfide. Capire come superare un ostacolo è utile per riprodurre la stessa modalità nelle sfide future e nella capacità di scelta.

La formatrice: Katia Provantini (Istituto Minotauro)

Psicologa, esperta in problematiche evolutive con particolare riferimento alle difficoltà scolastiche e dell’apprendimento. Attualmente vicepresidente della Cooperativa Minotauro; coordina progetti di rete per l’orientamento in collaborazione con Comuni ed Enti Locali.

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