La cura attraverso le parole

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La cura attraverso le parole

di Marta Bernini, coordinatrice pedagogica

 

La lingua madre in cui siamo nati e abbiamo imparato a orientarci nel mondo, non è un guanto, uno strumento usa e getta. Essa innerva la nostra vita psicologica, i nostri ricordi, associazioni, schemi mentali. Le parole hanno una forma e una struttura, occupano uno spazio linguistico e culturale e rivestono un ruolo sociale

Scrive così Tullio de Mauro, uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo.

In questi giorni, settimane, mesi che ricorderemo per sempre, tante sono state le parole che hanno riempito le nostre vite, parole che ci hanno a volte impaurito, rassicurato, confuso, rallegrato…parole che sono risuonate e hanno vibrato sulle corde delle nostre emozioni e dei nostri vissuti unici, personali e professionali; parole che, a volte, si sono fatte  silenzio.

Prendersi cura dell’infanzia, in questo tempo, ha voluto dire anche prendersi cura delle parole, per prendersi cura della vita perché, le parole, sono importanti…hanno una potenza che travolge e stravolge le nostre emozioni.

Ed è proprio a partire  dall’ascolto dei bisogni e delle parole dei genitori, dei bambini  e delle bambine, che hanno preso forma i progetti di relazione di vicinanza con le famiglie, nel tempo in cui ci è venuto a mancare lo stare insieme, lo stare vicini, nella quotidianità.

Molte “finestre” si sono così riaperte, certo, purtroppo non tutte, ma laddove è stato possibile costruire ponti per r-incontrarsi ancora, nuovi pensieri educativi hanno preso nuova forma e forza.

“Che bella idea!” ha detto, con il dito in bocca,  una bambina di due anni e mezzo in risposta alla mamma che le raccontava che le sue educatrici l’avrebbero aspettata,  insieme ai suoi amici, in diretta su uno schermo per rivedersi insieme e salutarsi, visto che il nido era chiuso e tutti eravamo a casa.

Molti mesi sono trascorsi da questa esclamazione e adesso, con la consapevolezza che questo  complesso  e faticoso cambiamento abbia portato con sé anche nuove occasioni ed opportunità educative, mi piace soffermarmi nel ricordo di quelle che sono state le parole del “sentire” dei genitori.

Ricordo le parole emozionate nei primi incontri con i  genitori dei bambini e delle bambine del nido insieme anche agli educatori di riferimento:

“E’ un momento talmente straordinario, che viverlo da soli è difficile, invece se stiamo insieme è più facile”

“E’ una situazione anomala, che però mi ha permesso di conoscere maggiormente le emozioni del mio bambino, è stata una scoperta anche per noi”

“È bello rivedervi e condividere queste emozioni con voi”

“I miei bambini mi sembrano sereni, mi hanno tutta per loro, sono io che spesso sento di non aver abbastanza tempo per me stessa”

“Mi fa tenerezza la mia bambina quando saluta dalla finestra, alle volte ha preso da sola il giubbottino ed è andata alla porta”

“Il mio bambino ha fatto tanti progressi e noi abbiamo avuto più tempo per occuparci di lui”

“Il nido è sempre presente in casa, lui si prende cura di tutti e tutto”

“Soffro questa situazione e sono aumentati i sensi di colpa verso i miei bambini, che mi vedono, ma non possono stare con me perché lavoro in smartworking ”

“Essere mamme 24 h su 24h è faticoso”

La leggerezza e l’ironia delle parole di un babbo “Ho prosciugato tutto il senso di colpa che avevo nel non stare con i miei figli, ora che sono io a starci tutto il giorno mentre la mamma è fuori per lavoro. I video che ci mandate poi sono bellini un monte e utilissimi”

Ricordo genitori che si collegavano con il video oscurato, perché continuavano ad ascoltare lavorando al computer e genitori che continuavano a rimanere collegati, uscendo a fare passeggiate con i loro bambini nei giorni in cui, piano piano, è stato possibile riaffacciarsi al mondo con prudenza.

Mi sono vicine le parole dei genitori di questi ultimi giorni nel pensare ad un prossimo futuro e rientro al nido a settembre :

“Tanti interrogativi”

“Penso che sarà difficile per lui il rientro ma anche per me staccarmi da lui…siamo stati molto insieme”

“Io ancora non riesco a pensarlo il futuro”

“Non so come sarà riprendere la vecchia routine anche perché era fitta fitta di impegni”

“Credo nella forza dei miei bambini, le cose poi andranno come devono andare”

Ricordo le parole di un bambino, al risveglio dalla nanna, che si avvicina alla sua mamma – ancora commossa per i racconti che ci aveva fatto, riguardo alla paura proprio di non essere un bravo genitore – e, con il ciuccio ancora in bocca, guardarci attraverso il video e dire  orgoglioso “Questa è la mia mamma!”

I bambini e le bambine hanno bisogno a loro fianco di adulti che li sostengano con la forza e la cura, nella scelta di parole incoraggianti che li sollecitino nella loro naturale spinta verso la vita e verso il mondo, qualunque esso sia…

Dobbiamo aver cura dei bambini e delle bambine, proteggere e tutelare i loro bisogni e desideri….

Bisogna avere il coraggio di nuovi pensieri. Chiederci cosa posso fare io (come persona prima ancora che come professionista)…sempre, comunque, nonostante tutto.  Daniela Lucangeli-23 maggio 2020

 

Cover photo by cottonbro from Pexels

 

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