Spericolati, prendiamoci il rischio di parlare di rischio!

di

C’è sempre un rischio nell’essere vivi e più si vive maggiore è il rischio

Ibsen

Giovedì 30 gennaio, la Cooperativa G. Accomazzi ha proposto un seminario a Druento, comune limitrofo a Torino, per riflettere intorno al tema del rischio: vivere in sicurezza oggi è una preoccupazione della nostra società, ma che implicazioni hanno le scelte degli adulti per le bambine e i bambini? L’appuntamento rientra nelle proposte del progetto Family Hub – Mondi per Crescere.

A dare alcune possibili risposte intorno a questo interrogativo hanno provato due appassionati professionisti: Maria Antonietta Nunnari, pedagogista e formatrice e Andrea Cagliero, pediatra.

L’evento è stato condiviso e sostenuto, in fase di preparazione, dal Tavolo Educativo Druento composto dai rappresentanti del sistema integrato ( scuole dell’infanzia statali e paritarie, un nido d’infanzia, una ludoteca) e ha visto una consistente adesione tra famiglie, insegnanti ed educatrici.

Un questionario per avvicinarsi alle famiglie e alla comunità educante

Elemento di novità, per il modo di procedere della Coop Accomazzi , è il processo di avvicinamento al seminario che è stato posto in essere.  Una lettera di presentazione accompagnata da alcune domande è stata recapitata a tutti gli adulti, genitori, e personale impegnanti nell’educare i bambini che vivono sui territori di Druento, San Gillio e Givoletto.

Questo è stato possibile grazie alla collaborazione e al coinvolgimento delle rete territoriale.

I questionari consegnati sono stati 460 e ne abbiamo raccolti 165.

Le domande proposte sono state:

  • Quali sono le situazioni che ti creano più paura pensando al tuo bambino/a?
  • Quali sono i luoghi che ti sembrano più sicuri?
  • A tuo parere ci sono rischi che aiutano a crescere?
  • Da quali pericoli vorresti tutelare la tua bambina/o?
  • Raccontaci la tua avventura più rischiosa vissuta/0 da bambina/o

I dati raccolti

Di seguito riportiamo alcuni dati raccolti:

  • Quali sono le situazioni che ti creano più paura pensando al tuo bambino/a?

alla prima domanda le risposte sono state: 45% i luoghi affollati e la paura di perdere i bambini, il 29% la strada, il 26%: ostruzione via aeree, il 32% malattie, le brutte cadute 21% e la paura del futuro 18%

  • Quali sono i luoghi che ti sembrano più sicuri?

Le persone hanno risposto in questo modo: 44% casa, il 26% scuola dell’infanzia, il 17% nido d’infanzia e il 14% nessun luogo è sicuro al cento per cento.

  • A tuo parere ci sono rischi che aiutano a crescere?

Il 65% delle persone ha risposto di si, il 33%: tutte le situazioni aiutano a crescere, il 29% esposizione al rischio è necessaria per sviluppare un adeguato senso di autonomia, il 14% ha risposto che è necessario farli crescere accompagnandoli

  • Da quali pericoli vorresti tutelare la tua bambina/o?

Il 31% ha risposto malintenzionati, seguito da 21% dalle malattie, 11% dal web, 4% società

Infine abbiamo raccolto numerose storie ed avventure degli adulti

La riflessione con gli esperti

La pedagogista Maria Antonietta Nunnari e il pediatra Andrea Cagliero hanno quindi accompagnato i partecipanti nella riflessione, articolando il loro intervento a partire dalle risposte raccolte.

Educare ed educarsi al rischio:  un  tema indubbiamente  complesso e nel contempo controverso,  se pensiamo alle diverse sfumature di significati in relazione alle prospettive culturali, filosofiche, sociologiche, psicologiche, giuridiche con cui lo si indaga, che apre questioni intriganti quali il diritto di auto-determinarsi nel proprio percorso di crescita in modo autentico e libero, l’equilibrio tra il diritto alla protezione e il diritto a mettersi alla prova e a prendere consapevolezza dell’effetto delle proprie azioni.

Tuttavia, per quanto possa essere complesso e delicato da affrontare, pre – occuparsi del rischio riguarda tutti coloro che hanno a che fare con i bambini. I soggetti coinvolti sono molteplici, in prima battuta i bambini stessi e tutte le persone che si occupano di essi, genitori, familiari e servizi educativi.

Nella società odierna preoccupa molto il poter vivere in sicurezza e il riuscire a proteggere i bambini dalla possibilità di correre dei pericoli, talvolta iper-proteggendoli.

La società dell’informazione in cui viviamo esaspera talvolta le informazioni e le notizie di cronaca aumentando la percezione di pericoli di vario genere a cui i nostri bambini possono essere esposti e i genitori si trovano con la difficoltà dello “stare” atteggiamenti permissivi, poco richiedenti in autonomia e restrittivi verso qualsivoglia azione ritenuta pericolosa.

L’eccessivo timore che possa succedere qualcosa ai nostri bambini ci porta a privarli da una reale esperienza con la realtà e con la natura favorendo invece l’esperienza virtuale. Tale scelta è dovuta principalmente all’idea che tenerli in casa anziché all’aperto riduca notevolmente la possibilità di incorrere in pericoli, poiché sotto il controllo degli adulti, con l’ausilio di strumenti mediatici, diminuiscono i danni fisici.

Questo deficit esperienziale per quanto possa tutelare a livello fisico i bambini durante la prima infanzia, potrebbe compromettere le loro potenzialità impedendogli di autoregolarsi, di imparare ad affrontare un trauma, di reinventarsi e di riprogettare autonomamente le soluzioni relative ai problemi del mondo reale.

È necessario quindi valorizzare le capacità dei bambini, permettendo loro di assumersi responsabilità e di vivere esperienze reali, non virtuali per poter avere uno sviluppo armonico a livello fisico e psicologico.

Parola alle famiglie

Per concludere questa breve narrazione che auspichiamo di arricchire in futuro con le ulteriori azioni che stiamo progettando, riportiamo alcuni pensieri raccolti  dalle famiglie:

“Sono nato negli anni 80, quando trasportato in auto in ogni modo possibile, ho testato i miei limiti già da piccolo, in ogni attività che facessi essendo molto spericolato. Ad oggi con l’esperienza maturata posso dire che il rischio peggiore che un bambino possa avere è quello di non essere amato o educato ad affrontare la vita con basi familiari solide.” 

 “Anche superare piccole difficoltà aiuta a migliorare l’autonomia, essere in grado di superare le paure, i rischi rafforzano il carattere, la determinazione e la leggerezza” 

 “Tutte le occasioni in cui il bambino riesce a misurarsi sono opportunità di crescita. Al genitore tocca il compito di vigilare lasciando libero, nel limite del possibile, il proprio figlio cercando di non trasmettere ansia.”

 “Nonostante le mie paure, cerco di rendere il mio bambino indipendente.”

 

 

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