Affettività e salute: un percorso per prendersi cura delle proprie emozioni al di là di stereotipi e discriminazioni

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Negli scorsi mesi si è svolto il percorso in tre incontri su affettività a cura di AMREF presso la Casa del Quartiere di San Salvario a Torino. Un percorso che ha offerto a ragazzi e ragazze (dagli 11 ai 13 anni) stimoli di riflessione su consapevolezza e gestione delle emozioni in ambito relazionale, per parlare anche di corpi che cambiano e sessualità. Un’occasione per sensibilizzare i ragazz* su rischi e conseguenze di attitudini e comportamenti discriminatori della sfera affettivo/sessuale (dagli stereotipi e discriminazione per genere e per orientamento sessuale).

I: Come si è strutturato il percorso e quali temi di interesse sono emersi dai ragazzi?
AMREF: Il percorso si è strutturato in 3 incontri che hanno visto la partecipazione continua di circa 10-12 ragazzi. I due formatori sono stati Mattia Viano e Francesca Simi, rispettivamente un infermiere esperto in educazione e promozione della salute e una psicologa.

Il primo incontro è stato dedicato alle presentazioni, con i ragazzi che hanno espresso molte curiosità sui ruoli e la professione dei formatori. Questo ha permesso di confrontarci con i ragazzi sul concetto di Salute e i suoi determinanti, sottolineando l’importanza e l’influenza non solo della componente fisica ma anche della sfera psicologica, sociale e relazionale. Diventa quindi fondamentale un approccio multidisciplinare alla salute, che permetta di cogliere le varie sfumature e intersezioni. E’ emerso, più volte il tema delle emozioni come elemento fondamentale nella relazione con se stessi e con gli altri. Per questo è importante capire e conoscere cosa sono, quando si manifestano, quale funzione hanno e come ognuno di noi le esprime, attraverso vari canali comunicativi e in modo differente. Come spesso accade, parlare di relazioni e emozioni con ragazz* nella prima fase dell’adolescenza non può che far nascere curiosità sul tema dell’amore che viene messo a confronto con l’amicizia. In questa occasione quindi i ragazzi hanno espresso le loro opinioni mettendo in campo esempi di vita quotidiana, esprimendo dubbi e curiosità.

Durante l’ultimo incontro i ragazz* hanno approfittato dello spazio a loro disposizione per esprimere la particolare fatica percepita in questo momento storico a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Si sentono in difficoltà ad esprimere il loro malessere e la sofferenza nel parlare con gli adulti e alle restrizioni imposte a scuola che vengono vissute in maniera passiva senza la possibilità di uno scambio e un confronto con gli insegnanti. Altro focus dell’incontro sono stati i pregiudizi e gli stereotipi, in particolare, come questi spesso strutturano e irrigidiscono le differenze tra i generi, quando nella realtà le categorie sono molto “fluide”. Ciò che incuriosisce di più del “femminile” e del “maschile” sono le differenze legate al corpo, soprattutto quando inizia a cambiare. Il tema “cambiamento” ha guidato anche la riflessione sui diversi tipi di approccio e di relazione con l’altro nel momento in cui si cresce e si passa dall’infanzia all’adolescenza. La sessualità è un elemento riconosciuto come fondamentale ma anche inesplorato, pieno di tabù e di dubbi che spesso rimangono inespressi. Infatti, i ragazz* fanno fatica a trovare un interlocutore “esperto” a cui rivolgersi. In questo senso è stata fondamentale la condivisione con loro dei servizi dedicati a loro disposizione.

I: Quali strumenti e metodi avete utilizzato per coinvolgere attivamente i ragazzi?
AMREF: Nel percorso sono state utilizzate modalità didattiche interattive che hanno permesso la co-costruzione dei contenuti della formazione. Sono stati utilizzati video e immagini scelti ad hoc, per stimolare la riflessione, la discussione e il confronto, oltre a brevi giochi e kit didattici dedicati a temi specifici. I vari incontri avevano una struttura flessibile e adattabile eventualmente a temi emergenti e più urgenti. Ai ragazzi è stata ricordata sempre la possibilità di esprimersi liberamente, anche attraverso linguaggi e modalità spesso non considerate idonee in altri contesti più strutturati, per creare un clima di fiducia e spontaneità. Particolare importanza è stata però data al tema del rispetto reciproco, favorendo un approccio non giudicante nei confronti di sé stessi e degli altri.

I: Perché importante parlare di affettività nella promozione della salute per gli adolescenti?
AMREF: Questi laboratori nascono dalla considerazione che gli adolescenti in quanto esseri sessuati sono dotati di emozioni e impulsi. Considerare questa come una dimensione fondamentale e non modificabile dell’individuo impone la considerazione del carattere necessario dell’educazione alla sessualità e alla affettività all’interno del perimetro intra ed extra scolastico. A questo proposito, la filosofa Michela Marzano afferma: “È a scuola che si diventa cittadini del futuro e per questa ragione bisogna dare agli studenti degli strumenti per costruirsi, per affrontare le difficoltà della vita”. Per far sì che questi strumenti siano efficaci è necessario rinforzarli anche all’esterno delle mura scolastiche, in modo da consolidare e generalizzare le competenze acquisite al fine di renderle più efficaci.

La conoscenza e la consapevolezza delle emozioni è fondamentale nelle relazioni interpersonali, soprattutto in un periodo di transizione e di crescita in cui le difficoltà possono essere molte e diversificate, la sfera affettiva è spesso amplificata e la sessualità inizia ad avere un ruolo importante. Oltre alle conseguenze di natura identitaria, la mancanza di educazione sessuale si ripercuote spesso in una completa disinformazione da parte degli adolescenti in tema di sessualità con delle ricadute inevitabili a livello sanitario; i dati sanitari ad oggi parlano di un “ritorno” dell’HIV, con una curva di casi in aumento soprattutto nei giovani, dopo le campagne sanitarie degli anni 90 e primi anni 2000 quando i casi era diminuiti significativamente.

Il filo conduttore in ogni lavoro con gli adolescenti deve essere il concetto di “cambiamento”, inteso in questo specifico contesto come passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza e allo sviluppo della conoscenza del sé. E’ necessario quindi parlare di cambiamenti fisiologici determinati dalla maturazione sessuale e su come affrontare questi in modo da riuscire a gestirli senza sentirsi sopraffatti da essi, avvicinandosi alla sessualità in modo consapevole e responsabile; al tempo stesso, è ugualmente fondamentale, sensibilizzare gli/le adolescenti su rischi e conseguenze di attitudini e comportamenti discriminatori nella sfera affettivo/sessuale (es: stereotipi e discriminazione per genere e per orientamento sessuale).

 

 

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