QUESTA È LA SETTIMANA DECISIVA! DICONO.

di

 

Adesso ci vorrebbe un canto. Un canto leggero, con poche note.

Dopo le preoccupazioni, l’ansia per gli amici malati, le morti che colpiscono vicino, gli appuntamenti quotidiani con le statistiche, i commenti di tutti e poi ancora i commenti di tutti, le precauzioni, le telefonate e i messaggi degli amici che non sapevi di avere, poi lavarsi le mani, le distanze di sicurezza, i ritmi sfasati, rallentati, trascinati, gli spazi compressi e i discorsi che girano a vuoto, la (con)fusione dei tempi del lavoro, la mancanza di aria, si, a tratti, quasi un soffocamento, la ricerca di battute per sdrammatizzare, i pasti, mai tanta attenzione per gli appuntamenti dei pasti tre volte al giorno, “questo l’ho cucinato io”, poi lavarsi le mani, la diffidenza del vicino che incroci da trent’anni, la stizza e forse la rabbia per le regole, per chi le rispetta e per chi non le rispetta, ancora il lavoro con le pause più pesanti del lavoro, un giro su Facebook alla ricerca di… non so, i molti che si improvvisano esperti, i molti che scrivono belle parole per cercare di capire quello che succede, poi lavarsi le mani, qualche faccenda per esempio la spazzatura, un sorriso doveroso al bimbo, qualche movimento per non seccare i muscoli, le notizie, sempre le notizie del virus, “quando si riprenderà?”, la seconda fase, i pensieri sull’essere e sul tempo, speriamo almeno che piova, l’attesa, l’attesa, poi lavarsi le mani, una preghiera la sera come non ti ricordavi. Poi tutto da capo.

Ci vorrebbe un canto, con poche note. Che si va lentamente lentamente spegnendo nell’aria appoggiandosi su un silenzio assoluto profondo sopra ogni cosa. Silenzio.

Da solo. In silenzio. Al cospetto del mondo. L’icona è quella del papa, da solo nella immensa piazza, un cammino incerto e un infinito silenzio fuori ma ancora di più dentro. E anche noi, lì, da soli sulla soglia, mendicanti tra un prima e un dopo.

Silenzio oggi nel mezzo di un tempo cinico e deluso. Orfani di senso. Silenzio davanti alla morte, alle tante facce della morte.

Quanto tempo manca alla notte?

La luce si aspetta di notte.

In silenzio arriva la luce.

 

Franco Taverna

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