EDUCATORI, REMIXATE SEMPRE LE VOSTRE ABILITA’

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La società cambia e i ragazzi cambiano con lei. Per stargli dietro, bisogna aggiornarsi, formarsi, esserci in un modo e un linguaggio che loro possono comprendere. Per questa ragione Fondazione Exodus, nell’ambito del progetto Donmlani2: Ragazzi Fuoriserie, nato per contrastare la povertà educativa in Italia e finanziato dall’impresa Sociale Con i Bambini, con questo progetto investe anche sulla formazione di docenti ed educatori e su come migliorare la relazione tra loro. Per fare un bilancio, dopo quasi un anno dall’inizio del progetto, il coordinatore del progetto Franco Taverna ha organizzato una giornata di formazione con il pedagogista Davide Fant, responsabile del progetto “Anno Unico”, docente universitario e membro del Centro Metodi di Milano, percorso formativo sperimentale per adolescenti che hanno abbandonato la scuola.

L’obiettivo è creare spazi di pensiero, dice Davide Fant

«Con il progetto “Donmilani2: Ragazzi Fuoriserie”», spiega Davide Fant, «ho lavorato sulla formazione di docenti ed educatori. L’obiettivo principale di questi corsi di formazione è quello creare spazi di pensiero. Momenti in cui il lavoro operativo – che in genere è quello che assorbe le energie – si ferma per dare spazio alle riflessioni e condividere il lavoro quotidiano».

La relazione tra educatori e insegnanti potrebbe sembrare scontata, ma non lo è: «Queste due figure», spiega Fant, «sono le risorse principali della scuola. L’insegnante ha uno sguardo sulla didattica, l’educatore riesce a tenere lo sguardo attento sulla persona, sulla crescita globale del ragazzo. A volte le due figure possono entrare in conflitto, invece è bene che questi due poli si parlino sempre, perché solo attraverso il loro dialogo costante la scuola può veramente fare il salto di qualità di cui ha bisogno».

La scuola è ancora legata ad una struttura classica e ottocentesca e non corrisponde più ai ragazzi di oggi. «Per educatori e insegnanti», dice Davide Fant durante la giornata di formazione, «imparare a stare in un contenitore diverso, per ragazzi attuali, è sia una sfida che una ricerca».

Bisogna fermarsi, guardare, leggere, studiare

I ragazzi e gli insegnanti non devono cambiare ma si devono aggiornare: «Bisogna», continua Fant, «fermarsi, guardare, leggere, studiare. Sentire con la testa ed anche con la pancia per essere capaci non di reinventarci e buttare via tutto quello che eravamo prima ma per essere capaci di mixare tutte le nostre esperienze e conoscenze passate con le nuove cose che – necessariamente – dobbiamo apprendere per lavorare accanto ai ragazzi».

Ma attenzione: «Il rischio che corrono gli educatori», chiosa il pedagogista Davide Fant, «è quello di essere “troppo buonisti”. Non bisogna cercare sempre il lato positivo delle cose, non bisogna voler risolvere “adesso e subito” tutti i problemi che i ragazzi stanno vivendo. Anche gli educatori devono stare nella situazione problematica insieme al ragazzo. Reggere il suo sguardo di dolore ed esplorarlo insieme quel dolore.

Come educatori, ed anche come insegnanti, dobbiamo esplorare insieme le ombre del vissuto».

 

Redazione Exodus – Progetto “Donmilani2: Ragazzi Fuoriserie”

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