La vera felicità è una cosa semplice: l’estate al Redentore di Bari

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L’estate 2021 ha visto ripartire le attività per bambini e ragazzi negli oratori, con grande entusiasmo. Ecco il racconto dal Redentore di Bari, sede del progetto “Dare di più a chi ha avuto di meno”.
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Le nostre giornate in oratorio, per quanto possano essere scontate, in realtà non lo sono mai state ed adesso vi spieghiamo il perché.
La felicità iniziava alle ore 17, quando i ragazzi varcavano la soglia del cancello e, tra musica, urla, corse infinite e sorrisi, accorrevano nelle postazioni delle loro squadre di differenti colori.
Dopodiché, dopo aver visto un pezzo del film, nonché tema dell’estate ragazzi, si dava il via ai giochi: potevano essere giochi salesiani , sport come calcio o basket e qualche laboratorio come ad esempio quello di karate.
Solitamente, però, c’erano anche differenti uscite: la prima è stata la gettonata “biciclettata” in cui i ragazzi e noi raggiungiamo con bici o monopattini la cattedrale della nostra città ed all’esterno di essa é stato anche possibile svolgere differenti giochi; in secondo luogo, abbiamo anche una delle uscite preferite dai ragazzi, ossia quella all’Acquapark di Metaponto.
Non sappiamo descrivervi a parole quanto fossero felici, ma credeteci, la loro gioia equivaleva alla nostra e, lo ammettiamo, molte volte ci è bastato davvero pochissimo per tornare “bambini” con loro. Tutto grazie a loro.
TESTIMONIANZE
Era un’estate diversa dalle altre, il covid ci aveva tolto tante cose, in fondo al tunnel però c’era una luce diversa dalle altre: il Redentore. In quel cortile la musica alzava il volume del cuore ed i sorrisi dei ragazzini riempivano tutti quei mesi di lockdown, tutti quei mesi di buio che avevano chiuso un po’ gli occhi e le orecchie. Proprio per questo, i ragazzini erano pronti ogni giorno, dal lunedì al venerdì dalle 16:30 alle 20:00, per giocare e divertirsi. Suddivisi in quattro squadre, si fronteggiavano giorno dopo giorno, con giochi diversi. In quel cortile c’era chi giocava con gioia, chi cercava di vincere a tutti i costi, chi piangeva perché non si sentiva apprezzato, ma, a fine giornata, tutti si sedevano su quella scalinata, stanchi ma felici, nonostante tutto. Le difficoltà erano tante, soprattutto all’inizio perché bisognava ricordargli di quanto fosse bello stare insieme e la gioia nel venirsi incontro ed apprezzarsi a vicenda. All’inizio sembrava una montagna da scalare, ma con il passare dei giorni, delle settimane e dei mesi, eravamo giunti all’accettazione della diversità dell’altro; del venirsi incontro, del superare i limiti insieme, perché forse solo così i problemi si sarebbero dimezzati. Non tutti, non subito, ma con pazienza e passione, anche i più “terribili” erano diventati parte integrante del gruppo, non erano più “capi” bensì “compagni”.

Camilla Boeri operatrice linea 2

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La vera felicità è cosa semplice

E quando un ragazzo nel bel mezzo di una giornata di sole, durante le ore lavorative, dopo essersi assentato per qualche giorno , torna da noi educatori e semplicemente guardandoci con i suoi occhioni pieni di gioia ci dice :”mi siete mancati tantissimo, quando sono con voi e con i miei amici sento che non ho più bisogno di essere triste per qualcosa che non va, grazie per tutto quello che fate per noi”. Basta davvero poco per comprendere il senso della felicità e i ragazzi ogni giorno ce ne regalano attimi eterni ed incancellabili!

Miriana Fortarezza operatrice linea 2

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È una settimana come le altre, ma questa volta è successo davvero qualcosa di meraviglioso. Eravamo al mare, un luogo piacevole per i ragazzi, ma soprattutto un momento per essere spensierati e divertirsi più di quanto facciano ogni giorno. Mentre facevamo il bagno, un ragazzo, forse il più irrequieto, si avvicina a noi e ci ringrazia per la giornata passata, dicendoci che si era divertito tanto ed infatti, guardandolo in quegli occhi blu brillanti, abbiamo davvero colto la sua felicità. Per noi quel grazie vale più di mille parole: essere ringraziati per quello che facciamo ogni giorno, senza chiedere nulla in cambio; un grazie che rappresenta tante cose, soprattutto in questo periodo così difficile, soprattutto per loro; una parola poco usata al giorno d’oggi, ma che se detta abitualmente, può svoltare la giornata. E, forse, quel “grazie” rimarrà sempre impresso nella nostra mente perché non solo ci ha sorpreso, ma soprattutto ci ha fatto spuntare un sorriso.

Manuela Albanese operatrice linea 2

 

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