“Dare di più a chi ha avuto di meno”, con i “Saperi digitali” si educa al pensiero critico e alla creatività

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Da quattro sedi –  Napoli, Foggia, Bari e Cisternino – con l’associazione “Mecenate 90”, arriva l’esperienza dei “Saperi digitali”, laboratori attuati da marzo a giugno.

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Nessuna lezione frontale, ma esperienze di comunità, vissute insieme e in forma di gioco, per coltivare competenze chiave del 21° secolo: pensiero critico, creatività, comunicazione e collaborazione, curiosità e capacità di iniziativa, perseveranza, consapevolezza sociale e culturale, cittadinanza digitale.

Pratiche espressive per rendere centrali i soggetti più fragili: adolescenti provenienti da realtà ed esperienze diverse, alcune particolarmente difficili. Le Case Salesiane sono il cuore di una sperimentazione destinata a ragazze e ragazzi fra gli 11 e i 16 anni. Da ottobre, l’esperienza verrà estesa in altre 10 città italiane, perché questo primo nucleo di comunità educante, costituita insieme agli animatori dei Salesiani, possa consolidarsi nei prossimi due anni, con l’importante contributo dei genitori e delle famiglie dei giovanissimi coinvolti. Pomeriggi intensi con voli senza paracadute: gestualità, facilitazione visuale, azioni digitali, per testimoniare emozioni vere in luoghi reali, elaborando immagini e contenuti in prima persona.

Attività nuove per nuove competenze, digitali ed espressive, utili alla crescita umana e formativa e spendibili nel mondo del lavoro. 32 incontri e quasi 130 ore, coordinate da un team di 7 esperti collaboratori di Mecenate 90, con particolari sensibilità ed esperienze nel campo dell’innovazione, del coinvolgimento e dell’espressività umana. Le prime istantanee dell’esperienza raccontano di pratiche teatrali utilizzate per liberare nuvole di emozioni, perché inizino a divenire un patrimonio geografico su mappe digitali, costruite con gli smartphone e su piattaforme online.

A Napoli, i testimoni della casa salesiana hanno aperto vere e proprie scatole di memorie: vecchie fotografie e racconti sono diventati lo strumento di ricerca, per ritrovare le tracce di storie perdute, intrecciate con il presente dei ragazzi, su una comune mappa digitale online:  corridoi spazio-temporali costruiti con le pratiche teatrali.

Nelle tre città pugliesi, il punto di partenza è stato l’esplorazione della rabbia, della paura, dell’amicizia, della felicità, partendo da sé stessi, per giungere alla condivisione con gli altri, fino ad imbastire la mappatura digitale delle emozioni nei luoghi della città e del quartiere. Video, foto, testi e messaggi vocali a tema emotivo sono stati geolocalizzati attraverso un Bot Telegram, appositamente creato, e sono diventati gli elementi chiave per co-creare e realizzare tre grandi giornate di giochi, a fine giugno, con il coinvolgimento dei tantissimi ragazzi che partecipano all’estate salesiana: prove per ricucire grandi cuori strappati, sfide al buio per vincere la paura e fidarsi dell’altro, esplorazioni urbane per cercare la felicità.

Le squadre sono state sostenute dai ragazzi dei laboratori: fragili capitani coraggiosi che hanno consegnato a tanti loro coetanei un piccolo capitale di saperi. Così tutti si sono ritrovati insieme, impegnati in raccolte di emozioni e documenti, nutrendo il progetto e la forza narrativa di Dare di Più.  All’orizzonte, un secondo anno molto intenso, con gli operatori delle case salesiane italiane, per interpretare, consolidare e diffondere questo modello d’intervento e di cura, su tutto il territorio nazionale. Perché “chi ama, educa”.

Del team dei Laboratori digitali fanno parte: Fedele Congedo (Strategie e metodi partecipativi);  Francesco Piersoft Paolicelli e  Luca Scalzullo  (Strategie e competenze digitali); Serena Corrado, Aisling Pallotta, Carmen Ines Tarantino, Maria Tucci (Strategie e pratiche teatrali).

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