Passato remoto e prossimo futuro: lo spettacolo di DAD

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BRESCIA CELEBRA IL PROGETTO DAD DIFFERENTI APPROCCI DIDATTICI. IN SCENA LO SPETTACOLO “PASSATO REMOTO E PROSSIMO FUTURO”

 

Nella splendida cornice del Teatro Grande di Brescia va in scena “Passato remoto e prossimo futuro. Grammatica comunitaria” uno spettacolo interamente ideato e realizzato nell’ambito di DAD Differenti Approcci Didattici, progetto selezionato e finanziato da Impresa Sociale Con i Bambini e cofinanziato da Fondazione Cariplo e di cui la Fondazione della Comunità Bresciana è ente capofila.

Lo spettacolo, la cui trama si ispira a fatti realmente accaduti sul territorio bresciano, narra di due giovani studenti, Rebecca e Dario, che si impegnano per riappropriarsi di spazi, fisici e allegorici, che la pandemia ha loro sottratto. Il ritorno a scuola, dopo mesi di didattica a distanza, non risulta facile per i ragazzi, così come relazionarsi con gli amici e la famiglia: tante sono le insicurezze, le ansie e le paure. Eppure, tanta è la voglia di rimettersi in gioco. Inizia quindi la scoperta di un mondo diverso, da ricreare. In questa avventura Rebecca e Dario si confrontano con i genitori, con educatori e insegnanti, con sindaci e assessori: ogni membro della comunità è chiamato a fare la propria parte nel rispondere alle sfide della contemporaneità e preparare i giovani ad essere cittadini attivi e consapevoli. Regia di Manuel Renga.

IL PROGETTO DAD

DAD Differenti Approcci Didattici si è sviluppato nel triennio 2021/2024 e ha lavorato per ridurre e combattere il divario digitale e la disuguaglianza di opportunità educative all’interno di sei Ambiti territoriali della provincia di Brescia (Brescia Città, Bassa Bresciana Centrale, Valle Trompia, Valle Sabbia, Valle Camonica e Montorfano). Ha coinvolto complessivamente 51 scuole, 20 enti del terzo settore, 9 enti pubblici e un ente valutatore. Ente capofila Fondazione della Comunità Bresciana. DAD ha saputo intercettare, nelle varie aree di progetto, 200 famiglie, 400 tra docenti ed educatori e 8.000 minori tra gli 11 e i 17 anni. Le prime azioni progettuali hanno visto dal potenziamento delle infrastrutture digitali all’interno degli istituti scolastici e la fornitura di dispositivi (pc e tablet). Sono stati realizzati percorsi di formazione rivolti a studenti, docenti, genitori ed educatori. Il progetto ha messo a disposizione consulenti tecnici in grado di indicare fonti di finanziamento sul tema del contrasto della povertà educativa, educatori professionisti per supportare i minori ed infine alcuni “animatori digitali”, persone formate per garantire il mantenimento della digitalizzazione. Ha supportato infine la creazione di nuovi hub territoriali. Ha inteso promuovere una cultura aperta e inclusiva attraverso il coinvolgimento di un comitato scientifico appositamente costituito. Il progetto è stato accompagnato, per valutazione e monitoraggio, da uno specifico ente valutatore. Centrale è infine stato l’accompagnamento da parte della cabina di regia progettuale, impegnata nel rafforzamento delle reti di partenariato già consolidate e nella creazione di nuove.

Alcuni dati circa le principali azioni realizzate:

  • 1550 i dispositivi donati alle scuole partner e quindi messi a disposizione degli studenti;
  • 16 hub territoriali aperti e dotati di attrezzature;
  • 48 sopralluoghi tecnici per mappare lo stato delle infrastrutture di connessione e 31 interventi strutturali di connessione realizzati all’interno degli istituti scolastici e degli hub;
  • 90 percorsi di formazione attivati per circa 400 tra insegnanti, genitori e operatori;
  • 500 accompagnamenti individualizzati dedicati ad altrettanti minori;
  • 70 consulenze dedicate alle famiglie a tema scuola, salute, energia, accesso ad agevolazioni;
  • 15 consulenze e formazioni per partecipare a bandi in contrasto alla povertà educativa;
  • 25 newsletter mensili inviate con approfondimenti e opportunità di finanziamento per scuole ed enti del terzo settore;
  • 6 puntate televisive “DAD per una scuola condivise” dedicate alle tematiche universalistiche trattate dal progetto;
  • 6 “I quaderni di DAD” che racchiudono indicazioni operative e contenuti teorici di riferimento su web, hub, podcast, accompagnamenti individualizzati;
  • 43 podcast DAB – Di Aiuto ai Boomer dedicati al mondo adulto per l’approfondimento delle tematiche legate al digitale.

“DAD Differenti Approcci Didattici si è posto un obiettivo complesso, nato dalle esigenze dettate dal periodo pandemico, ossia agevolare il territorio nel superamento del divario digitale e aumentare la coesione sociale. A chiusura del progetto proponiamo alla comunità uno spettacolo teatrale come inedito momento di condivisione, per ripercorrere e dare significato a quanto vissuto negli ultimi tre anni, immaginando nuove prospettive di costruzione comunitaria. Quanto costruito in questi anni è stato reso possibile grazie al sostegno di Impresa Sociale Con i Bambini e Fondazione Cariplo, quali enti finanziatori, dai numerosi partner e dagli istituti scolastici che hanno saputo lavorare in maniera unita ed efficace. A tutti gli enti coinvolti va un sincero ringraziamento e un plauso: grazie al vostro impegno e alla vostra dedizione, siamo riusciti a trasformare un momento di difficoltà in un’opportunità di crescita e di sviluppo per la nostra comunità. Il vostro contributo è stato fondamentale per il successo di questo progetto, dimostrando che la collaborazione e la solidarietà possono davvero fare la differenza”. Hanno commentato Mario Mistretta e Orietta Filippini, Presidente e Direttore Generale di Fondazione della Comunità Bresciana.

“Tenere insieme, far dialogare e collaborare le diverse componenti che si trovano ad affrontare il tema del contrasto alla povertà educativa, con particolare attenzione alla povertà digitale. È tra i valori riconosciuti del progetto DAD, sviluppato sul territorio di Brescia. Oggi chi non ha competenze in questo ambito e non ha opportunità educative e culturali è destinato a rimanere indietro. E le disuguaglianze aumentano. Famiglie, insegnanti, educatori, terzo settore, ed ovviamente i bambini e i ragazzi sono chiamati ad affrontare la problematica in uno sforzo comune. Lo spettacolo è un modo per raccontare questo percorso alimentato in questi tre anni dal progetto DAD che è entrato nelle case, nelle aule, persino nelle camerette dei ragazzi, spesso luogo di isolamento sociale dei più giovani. È da lì che dobbiamo ripartire: ricostruire le relazioni, rilanciare attività nei luoghi per stare insieme. Gli oratori possono essere uno di questi, ma anche una biblioteca, un parchetto. Fondamentale che siano luoghi inclusivi, non esclusivi”. Ha commentato il presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone.

 

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