PERDERSI PER ORIENTARSI: l’esperienza dell’IC di Gavardo

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08/06/2022

Per il secondo anno consecutivo le classi seconde della Scuola Secondaria di 1^ grado di Gavardo hanno aderito al percorso di orientamento finanziato dal progetto DAD Differenti Approcci Didattici e realizzato dalla Cooperativa Area, chiamato “Perdersi per orientarsi”. Innovativa e perfettamente condivisibile l’iniziativa di parlare di orientamento già in seconda media, perché di fatto i mesi estivi possono essere un’ottima occasione per portare avanti con serietà e serenità una riflessione intrapresa alla fine dell’anno scolastico grazie ai professori e, soprattutto, agli operatori preposti. Il laboratorio è tripartito, perciò le classi, una alla volta, vengono divise in tre piccoli gruppi che sperimentano a turni diverse modalità pratiche e attive per mettersi in gioco, per mettere in discussione i punti di riferimento tradizionali, accettando di “sentirsi persi” per un po’. La metafora del cammino domina nel percorso motorio, che si tiene in uno spazio aperto: una ricerca fisica dei punti cardinali che si traduce nella ricerca della corretta strada da percorrere nel proprio futuro scolastico e lavorativo. Nel laboratorio con l’argilla i ragazzi, durante alcuni minuti di rilassamento e meditazione, sono invitati a immaginarsi a un tavolo, in assoluta calma e solitudine, di fronte a un pezzo di argilla da plasmare con entrambe le mani; devono cercare dentro di loro cosa li rappresenti, cosa è la loro passione, cosa vogliono diventare da grandi. Quindi viene il momento della realizzazione concreta, sicuramente limitata rispetto alla fantasia, ma sempre significativa e dalla ricca simbologia. La terza parte è dialogica, perché attraverso il dibattito, la libera espressione dei propri pensieri e la compilazione di un questionario, gli alunni cercano ancora di fare chiarezza dentro di sé e di acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie attitudini. Tutti loro hanno colto l’essenziale da questa esperienza, comprendendo che stavano ragionando di scuola, di carriera, di far ordine nella confusione mentale che spesso li accompagna: li abbiamo visti davvero riflettere, ognuno a seconda del proprio potenziale di introspezione, con la serietà che sanno tirare fuori quando in ballo c’è il loro futuro. Noi docenti ci siamo resi conto ancora una volta di quanto gli adulti di riferimento, i genitori in primis, ma anche tutti coloro che hanno il ruolo di educatori, possano condizionare in profondità le ambizioni e i progetti dei giovani: questa è una grande responsabilità, di cui dobbiamo tenere conto, imparando per primi ad abbattere i pregiudizi che ci ingabbiano e a lasciare spazio all’ascolto vero e costruttivo dei nostri ragazzi e delle loro esigenze.

 

Prof.ssa Elisabetta Sattin

IC di Gavardo

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