Come on…COME IN! L’inclusione come occasione di crescita individuale e comunitaria – Breaking Bubbles

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“Come in” è un’azione volta all’inclusione e collocata all’interno del progetto “Come a Casa”, e sta per “Comunità Educante Intorno”… ma esattamente di cosa si tratta?

L’ambizioso obiettivo che vorremmo raggiungere è la costruzione di una rete capace di promuovere iniziative che educhino alla riscoperta dei valori di uguaglianza e dell’accettazione delle altrui ‘diverse-abilità’ come risorsa di crescita individuale e comunitaria.

Troppo spesso si opera una ‘riduzione’ dello sguardo nei confronti di un bimbo disabile e della sua famiglia (es. compassione negativa/disprezzo), generando fenomeni di esclusione.

Un vecchio proverbio africano recita:

ci vuole un villaggio per far crescere un bambino

il villaggio come luogo dell’incontro, come luogo della responsabilità condivisa, come luogo di cultura educativa, come luogo di scambio e riflessione sulle azioni, come luogo di fratellanza e solidarietà.

  

 

Ad un occhio attento non può sfuggire il fatto che un bambino/ragazzo non è solo figlio della famiglia che lo sta crescendo, ma è sempre e comunque anche un figlio di quel villaggio, quella comunità che gli appartiene e che su di lui nutre delle aspettative, lo dota di diritti ma gli impone anche dei doveri.

Ciò detto non possiamo non parlare dei principi su cui dovrebbe reggersi una comunità educante, primi tra tutti la corresponsabilità e la reciprocità.

Si costruiscono legami positivi e duraturi se vi sono atteggiamenti di rispetto reciproco, tra le persone e tra le istituzioni e se tutti i soggetti si vivono in un rapporto di parità, senza stabilire delle gerarchie approvate o implicite.

Ciò che lega questi soggetti è il comune interesse per i bambini/ragazzi, è l’avere a cuore la loro crescita: questo ci rende responsabili nel costruire dei legami positivi, capaci di riconoscere l’identità e il ruolo educativo dell’altro e di costruire una relazione all’insegna della valorizzazione delle specifiche originalità.

I principi dell’identità e del dialogo: occorre essere consapevoli del proprio specifico modo di educare, quello della famiglia, della comunità, della scuola, della società sportiva. Ciascuno educa in modo diverso e nessuno basta da solo. Ciascuno ha un contributo importante da dare ma in rapporto al contributo di altri: una relazione dialogica, aperta, che riconosce il proprio valore e la parzialità del proprio punto di vista.

Le istituzioni pubbliche hanno un ruolo importantissimo in questo dinamismo che costruisce legami, che genera comunità e appartenenza: loro il compito di censire ciò che di positivo esiste sul territorio, dar vita a tavoli che facciano incontrare i protagonisti, mettere a disposizione risorse perché ciò che di positivo e di serio si progetta possa essere realizzato e possa contribuire a dare sempre più valore al servizio di coloro che si dedicano alle nuove generazioni.

Ecco tutto questo si è concretizzato il 18 luglio a Macerata in un evento chiamato “Breaking Bubbles” (CLICCA QUI per vedere il video dell’evento ), un evento fatto di giochi semplici, colorato, festoso e magico come le bolle prodotte dai bambini, per famiglie con figli con l’autismo, e non, mamme, papà, nonni, nonne, persone che appartengono ad una comunità che dovrebbe trattenere e non escludere, che deve far entrare e non uscire. Siamo riusciti in un pomeriggio, presso i giardini Diaza a costruire con il Comune, un legame e una sinergia che sono stati vincenti.

Grazie a tutti ed è solo l’inizio!!!!

 

 

 

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