PARTE PRIMA – “INTUITO, PASSIONE E CREATIVITÀ” LA PRATICA TEATRALE NELLE SCUOLE

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Una delle attività principali all’interno dell’azione “Scuola creativa” per il progetto CLASSI FUORI CLASSE è stato il laboratorio di pratica teatrale guidato da Monica Palese, attrice e Leonardo Pietrafesa, regista presso la compagnia teatrale “Abito In Scena”. Le attività laboratoriali hanno avuto inizio con una dimostrazione pratica nelle scuole in cui poi si sono svolti i laboratori che hanno coinvolto le classi 3AL, 3CL e 3DL dell’istituto di Istruzione Superiore “Da Vinci-Nitti” di Potenza, la 3E e 3F dell’Istituto Tecnico Economico “Antonio Falce” di Brienza (sede distaccata del “Da Vinci- Nitti”) e alcuni ragazzi di classi miste dell’Istituto Alberghiero “U. Di Pasca” di Potenza coinvolgendo un numero di studenti pari all’incirca 50. Si è lavorato sulla propedeutica, sulla tecnica teatrale quindi sul teatro fisico e sul teatro di parola con una serie di metodi teatrali che sono stati utilizzati e convertiti dai ragazzi in pensieri personali e in azioni assolutamente inedite. Come esito del laboratorio i ragazzi hanno portato in scena alcuni frammenti di azioni di pratica teatrale utilizzando la loro classe come un vero palcoscenico e trasformando oggetti di vita quotidiana in oggetti di scena.

A conclusione delle attività di progetto abbiamo intervistato Monica Palese per conoscere il grado di partecipazione e coinvolgimento dei ragazzi, per capire come hanno lavorato e quali sono stati gli aspetti positivi e negativi nelle diverse classi.

“Il lavoro svolto ha posto al centro il tema della relazione e nello specifico mettersi nei panni degli altri. Lavorando su spunti letterari i ragazzi hanno elaborato azioni sceniche e scritto testi intorno al tema del “mettersi nei panni di…” riscoprendo un nuovo lato di sé, una nuova prospettiva rispetto all’interpretazione del rapporto con gli altri e sull’empatia”.

La prima classe di cui abbiamo chiesto è stata la 3 AL dell’Istituto di Istruzione Superiore “Da Vinci-Nitti” di Potenza che sin dall’inizio ha mostrato grande disponibilità a lavorare insieme agli operatori teatrali, come afferma Monica:

“nel corso delle attività i ragazzi hanno saputo dimostrare creatività, intuito e passione, lavorando con dedizione e contribuendo alla scrittura scenica, dando, quindi, un apporto significativo in termini di temi trattati e narrativa personale.”La 3c si è dimostrata una classe accogliente sotto il punto di vista creativo e quello che abbiamo potuto costruire con loro è stato importante per come hanno accolto l’attività, si sono regalati, donati al teatro”.

La pratica teatrale prevede l’utilizzo di un testo di riferimento o la definizione di un’azione scenica a partire da un tema o un contenuto situazionale di particolare rilevanza. Alla luce di ciò abbiamo chiesto a Monica di spiegarci come sono nate le azioni sceniche dei laboratori fatti in classe, dalle sue parole abbiamo scoperto che:

alcune problematiche connesse a particolari situazioni personali di alcuni ragazzi sono state fonte di ispirazione per consolidare l’unione all’interno del gruppo classe, la complicità, il mutuo soccorso e alimentare costantemente creatività e capacità immaginifiche attraverso un approccio ludico che è stato alimentato fin dall’inizio, il teatro non deve essere interpretato come qualcosa che si deve assolutamente fare o qualcosa di estremamente serio e drammatico, è prima di tutto un gioco senza questo non sarebbero mai nate le loro storie, i loro sorrisi, le loro proposte e tutta l’energia scenica che hanno tirato fuori”.

I contesti classe coinvolti nelle attività di progetto si rivelano sempre molto complessi perché diverse sono le personalità dei ragazzi ma anche le loro capacità di stare in gruppo, di realizzare compiti che gli vengono assegnati e seguire con concentrazione fino in fondo gli obiettivi condivisi con gli educatori del progetto.

Ad esempio, “la classe 3DL” – come riferisce Monica – “inizialmente ha testimoniato una serie di problematiche legate alla capacità attentiva di alcuni ragazzi, poi superate in maniera significativa nel corso dell’attività, i ragazzi hanno svolto l’attività formativa con impegno e piglio creativo”.

Diversa è invece la situazione riscontrata nelle sezioni della sede di Brienza nelle quali già dall’inizio i ragazzi si sono mostrati molto meno propensi ad imparare ed apprendere le diverse tecniche teatrali

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