La mediazione e la cittadinanza attiva nella comunità educante

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L’azione 5 del progetto Comunità Educante Evoluta Zisa Danisinni ha come sottotitolo “Mediazione e cittadinanza attiva”: a queste parole si aggancia Anna Staropoli del Centro Arrupe per spiegare il percorso intrapreso insieme ai sei mediatori selezionati a luglio a cui se ne aggiungeranno presto altri due.

«Le due anime del progetto sono la mediazione comunitaria dei conflitti ma anche cittadinanza attiva. Cittadinanza attiva declinata come cittadinanza creativa  per trasformare le ferite del territorio in possibilità di cambiamento. Ciò a livello ideale ma anche territoriale: l’obiettivo è anche di creare degli spazi accoglienti. È veramente importante sapere sensibilizzare al cambiamento a partire dalle difficoltà. Trasformare i conflitti che ciascuno di noi vive con figli, con la scuola, con i  vicini in opportunità di crescita. In questo momento la comunità è ferita e allora la parola diventa ancora più importante. Anche poter dire come si sta, trovare insieme semi di speranza. È importante parlare del “qui e ora” per trovare le vie trasformative».

A seguito della formazione dei mediatori si è creata una leadership diffusa in cui i singoli sono coautori: ancora di più le famiglie della comunità educante sono parte centrale del nostro progetto.

«Abbiamo definito il percorso di formazione comune “So-stare nella Comunità Educante”, che gioca sul sostare e insieme saper stare nei conflitti. È possibile trasformare i conflitti solo se li si attraversa: il conflitto è vitale per il cambiamento» spiega Anna Staropoli.

Ogni mediatore ha la sua peculiarità e il suo legame particolare con il territorio: ognuno mette in campo la propria originalità e il proprio talento. Ci sono le tre donne di Danisinni: Giuseppina Cardinale, Tamara Trovato e Anna Rizzuto che avevano già seguito un corso di mediazione con l’U.O. Mediazioni e Giustizia Riparativa del Comune di Palermo che continua a lavorare e sostenere il gruppo.

Paola Escobar è la mediatrice interculturale: è stata lei a coinvolgere donne arabe, latino americane e dell’Est Europa.

Sara Ferreira è una mediatrice brasiliana che ha sperimentato la mediazione nelle miniere del Brasile e che oggi porta la sua esperienza nella nostra comunità.

Infine Vincenzo Sapienza, uno dei membri più attivi tra i genitori della comunità educante, che porta la sua attitudine artistica all’interno del gruppo. È lui ad aver condotto il primo laboratorio con le fotografie che sono state da stimolo per il gruppo per tirare fuori le loro risonanze emotive. Quella scelta per la copertina di questo articolo per esempio, che ha suscitato in ognuno effetti e sentimenti diversi ma capaci di far compiere percorsi di comprensione e conoscenza reciproca.

 

 

 

 

 

 

 

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