Le testimonianze di genitori, studenti e insegnanti come buoni frutti di un percorso educativo scolastico che punta all’autonomia di ogni studente con disabilità visiva

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Stiamo ormai giungendo alla conclusione dell’azione 5 di questo efficace progetto che ha permesso al Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Toscana di essere sempre accanto, attraverso la presenza costante e competente di giovani figure educanti specializzate sul sostegno didattico in situazioni di deficit visivo, alle famiglie e agli studenti ipovedenti e non vedenti, pure in un anno scolastico così particolarmente segnato da instabilità e spesso solitudine. Ci sembra quindi opportuno, nelle righe che seguono, lasciare spazio alle testimonianze dirette di genitori, studenti ed insegnanti che hanno vissuto in prima linea sia la scuola e sia i buoni frutti del sostegno a domicilio portato avanti grazie al progetto “Bloom Again”.

– “Siamo i genitori di una ragazzina ipovedente che ha frequentato la prima media. Vogliamo ringraziare tutti per aver dato l’opportunità a R.  di partecipare al progetto “Bloom Again”, con un particolare ringraziamento alla dottoressa Franchi, del Centro di Consulenza Tiflodidattica di Firenze che ce ne ha parlato. Vi siamo grati di tutto questo perché abbiamo visto che è stato molto utile, infatti abbiamo potuto notare dei cambiamenti decisamente positivi in nostra figlia. Rispetto all’inizio dell’anno scolastico è molto migliorata nell’esposizione orale, anche a livello di memoria, ed ha acquisito più sicurezza nello studio. Inoltre l’educatrice è stata un aiuto anche per noi genitori, in quanto  ha semplificato il nostro lavoro negli altri giorni, preparando un percorso personalizzato in modo da risultare più facili i concetti di alcune materie. La nostra speranza è che questo progetto possa continuare, perché pensiamo che nostra figlia ne abbia ancora bisogno”.

 – “Sono la mamma di N., studente che ha appena concluso la seconda media. Abbiamo avuto il privilegio di avere con noi, per due volte la settimana, Davide, educatore scelto per passare del tempo, non solo di studio, con mio figlio. E’ stata un’esperienza Fantastica (la maiuscola è d’obbligo) dal punto di vista umano e scolastico. Davide è entrato a far parte della nostra famiglia da subito ed ha instaurato con N. un rapporto quasi fraterno, dedicandosi a lui e insegnandogli tante cose nuove, a partire dal metodo di studio per schemi sino al giocare a scacchi. Il tempo che mio figlio  passa con lui è estremamente formativo. Giocano a pallacanestro, vanno al fiume, insomma un’esperienza ricchissima a tutto tondo. Spero vivamente, con tutto il cuore, che questo progetto possa estendersi al maggior numero di ragazzi! Nella nostra società c’è veramente bisogno di uno sguardo più aperto nei confronti dei nostri figli e delle loro famiglie. Facciamo tanti sacrifici ed un aiuto di questa portata può fare davvero la differenza”.

– “Giunti quasi al termine del progetto “Bloom Again”, come mamma dell’alunno D., ipovedente che ha concluso la scuola media, intendo ringraziare sia il presidente Massimo Diodati con tutto il Consiglio Regionale, sia la dottoressa Elisabetta Franchi, per l’impegno, la costanza e la continuità con le quali da sempre riescono a supportare noi genitori ed i nostri figli. Aver attivato il progetto “Bloom Again” significa aver dato la possibilità ai nostri figli di avere per 4 ore la settimana una figura sulla quale contare, non solo per la scuola, come aiuto nelle attività e nei compiti a casa, ma anche e soprattutto come aiuto nell’acquisire sempre maggior autonomia personale (cosa in cui, ahimè, noi genitori a volte pecchiamo), maggior autostima, maggior consapevolezza delle proprie potenzialità, oltre che dei propri limiti. Significa aver affiancato anche a noi genitori una figura in aiuto nel confronto con i figli, proprio nell’età adolescenziale, quando i rapporti diventano più complicati. I nostri figli per alcune cose si sentono già grandi, per altre hanno ancora bisogno dell’adulto, ed è proprio in questo che la figura dell’educatore e dell’educatrice domiciliare diventa importante: perché spesso riesce a ragionare con il ragazzo in maniera “più alla pari”, trovando delle strade alternative rispetto a quelle a volte un po’ troppo rigide dei genitori. Per i motivi indicati, poiché dalla prossima settimana, visto che l’esame conclusivo di terza  media è stato superato positivamente, D. starà un po’ dai nonni e poi ci saranno le ferie, pongo alla vostra attenzione la possibilità di sospendere le ore che rimangono a disposizione del Progetto (che avrebbe termine a metà luglio) e permettere all’educatrice domiciliare di svolgerle da metà settembre in poi, così che mio figlio possa approfittare della sua presenza nel delicato momento iniziale del percorso in un nuovo ordine di scuola. Vi saluto e ringrazio nella speranza, inoltre, che il Consiglio Regionale UICI della Toscana possa trovare nuovi finanziamenti per aiutare le famiglie con l’attivazione del medesimo indispensabile servizio per il prossimo anno scolastico”.

– “Sono  Silvia, la mamma di M. e scrivo in merito al progetto “BLOOM AGAIN” che, purtroppo, è quasi giunto al termine. In questi lunghi anni di convivenza con M. ho imparato ad accettare il fatto che molti degli obiettivi che avrei voluto che lei riuscisse a raggiungere erano troppo ambiziosi o semplicemente oggettivamente impossibili da raggiungere. Di tutti questi obiettivi che la realtà mi portava di volta in volta a variare e a riconsiderare, ce n’è uno che non ho mai rinunciato a raggiungere, perché ho sempre pensato che con l’aiuto giusto mia figlia sarebbe riuscita a contenere la sua ansia, le sue paure e le sue frustrazioni. L’aspetto comportamentale di M., le sue difficoltà ad accettare la frustrazione, le reazioni smisurate soprattutto in situazioni pubbliche, al bar, al ristorante o semplicemente durante una passeggiata, sono l’aspetto che crea a lei in primis e a noi che le viviamo accanto, maggiori difficoltà e maggiori preoccupazioni. Eppure  sarebbe stato facile, se avessi seguito le indicazioni e i consigli di alcuni, risolvere questo problema semplicemente con dei farmaci. Per  questo aspetto però non mi sono mai data per vinta, perché mi è sempre stato chiaro che lei reagisce in un certo modo, non a prescindere ma in conseguenza di qualcosa che la disturba. Purtroppo da chi la segue sul territorio questo non è mai stato preso molto sul serio, non potevo accettare le figure e modalità richieste, come ad esempio di portarla in uno studio. Poi finalmente Elisabetta e Viola che, come me, hanno sempre pensato che questo aspetto di M. fosse un qualcosa da seguire in modo sistematico e continuativo, mi parlarono del progetto “Bloom Again” e mi presentarono Letizia. Lei è entrata nella nostra famiglia in punta di piedi e con la delicatezza che la contraddistingue, con la rara capacità di ascoltare e di comprendere chi le sta di fronte e in questi mesi ha portato la nostra vita (ed uso il plurale con intenzione) ad una svolta. M. è cambiata tantissimo, riesce, nella maggior parte delle situazioni, a gestire la rabbia e a contenerla come mai era successo prima, riesce a tollerare la musica che sua sorella ascolta e che non è quella che piace a lei, riesce a gestire la frustrazione se non può ottenere in un particolare momento ciò che prima chiedeva urlando e strepitando. Poche volte nella mia vita ho detto: “non potevo conoscere persona migliore”. Da due anni a questa parte, con l’intervento di Viola Nucci prima e con Letizia adesso, posso finalmente dire che ho raggiunto il più grande obbiettivo che mi potessi prefiggere: una figlia che mi parla e mi ascolta e con la quale riesco a condividere tante cose. Questa lunga premessa per ringraziarvi per l’opportunità che ci avete dato, offrendoci questo periodo di condivisione e aiuto con Letizia, che in questi mesi ha fatto davvero tantissimo per noi, anche se siamo solo all’inizio perché credo che tutto ciò che M. ha imparato lo dovrà consolidare e far suo da ora in avanti e il supporto di Letizia, sarebbe, a mio avviso, ancora indispensabile. Se ci sarà mai la possibilità che il progetto possa rinnovarsi, chiedo, senza voler passare avanti a nessuno, di tenerci in considerazione, perché, credetemi: una cosa migliore, a mia figlia, non poteva capitare”.

– “Sono R., una ragazza di 13 anni, che ha potuto prendere parte al progetto “Bloom Again” ed essere affiancata dall’educatrice Mariachiara, dopo la scuola, per quattro ore settimanali, nello svolgimento dei compiti e nello studio avendo così una mia autonomia. Questa esperienza è stata utile per me e per la mia famiglia e io mi sono sentita aiutata con lo studio delle varie materie e nello svolgimento degli esercizi perché l’educatrice mi spiegava bene come svolgerli o come studiare al meglio. Con l’educatrice accanto mi sono sentita bene, ero a mio agio. Parlavamo, scherzavamo e abbiamo avuto un bel rapporto. Grazie per avermi dato questa opportunità”.

– Chiudiamo con il contributo della professoressa Franci, insegnante di sostegno di A., una studentessa con disabilità visiva che ha concluso quest’anno il liceo linguistico. “Oggi l’alunna ha sostenuto il colloquio finale di fronte alla Commissione: ha risposto a tutte le domande e, sia nell’esposizione che nell’orientamento delle risposte, è risultato evidente l’aiuto metodologico e di potenziamento che ha potuto supportarla in questi ultimi mesi. Il servizio che l’Unione Italiana Ciechi ha fornito con la professoressa Rita Pagani, è stato ottimo. Per l’alunna, avere la possibilità di potenziare le proprie capacità ed abilità attraverso questa preziosa figura domiciliare, ha confermato come tali progetti siano fondamentali per tessere ciò che il Ministero dell’Istruzione desidera: creare un ambiente inclusivo stimolante a 360 gradi per l’alunno. La professoressa Pagani ha offerto il sostegno fondamentale grazie alle sue competenze specifiche, al rispetto per la persona ed al contributo nell’arricchimento umano oltreché educativo-professionale. Per me, avere l’opportunità di lavorare con la docente ha permesso di realizzare i desideri dell’alunna e raggiungere gli obiettivi prefissati dal Liceo Linguistico. Attraverso questo servizio, che auspico sia attivo anche nei prossimi anni scolastici, mi è stato consentito di toccare con mano il nuovo compito dell’insegnante di sostegno, promosso attraverso le indicazioni del nuovo PEI e delle competenze di cittadinanza: contribuire ad un’armonica integrazione e collaborazione reciproca tra le figure in gioco, al fine di completare quella melodia in cui le assonanze rendono il tutto accogliente ed integrante”.

 

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