Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus: i Libri Tattili strumenti imprescindibili di integrazione precoce fra bambini ciechi e vedenti

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Un percorso pensato esplicitamente per aiutare gli operatori dei campi estivi nella costruzione artigianale di piccole pubblicazioni tattili, da utilizzare come strumenti di svago, ma anche come sussidi didattici, con i ragazzi che frequentano i diversi campi organizzati nel corso dell’anno. Questo il progetto pensato e realizzato grazie Pietro Vecchiarelli e Stefano Alfano, che ne hanno seguito più da vicino le varie fasi progettuali e realizzative, dal settore “Libri Tattili” della FNIPC Onlus (Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus) nell’ambito del progetto “Bloom Again – Tutti i sensi hanno colore”.

Dopo una prima fase preliminare di indagine sui bisogni e le reali necessità di intervento, strutturata in una serie di test conoscitivi da sottoporre ai beneficiari del progetto, sulla base dei test effettuati sono stati successivamente elaborati i vari corsi di formazione da realizzare sui differenti territori interessati: Lombardia, Lazio, Campania, Toscana, Sicilia. Tutti interventi che erano stati inizialmente pensati come workshop di formazione da svolgere in presenza e poi successivamente, a causa dell’emergenza sanitaria, ripensati come incontri virtuali.

Naturalmente, per arrivare a fornire tutti gli strumenti idonei alla progettazione di libri e materiale didattico veramente accessibile, c’è stato bisogno di fornire ai partecipanti un ampio quadro di riferimento teorico che ha sostanzialmente raccontato gli ultimi quindici anni di impegno del settore Libri Tattili della Federazione nel campo della letteratura tattile adattata.

Ad una introduzione generale sulle tecniche di produzione del materiale tiflodidattico, con presentazione degli ausili didattici utilizzati per il superamento dell’handicap visivo, con particolare attenzione sugli strumenti utilizzati nella grafica e nel disegno, è immediatamente seguita la presentazione del vero protagonista di questo corso di formazione: il libro tattile illustrato per l’infanzia.

“Abbiamo in particolar modo insistito sull’importanza che il libro illustrato riveste nella cultura di tutti – spiegano Vecchiarelli e Alfano – facendo riferimento ai libri illustrati più noti e alla loro importanza per la crescita culturale di tutti i bambini. Per arrivare alle differenze metodologiche nell’utilizzo dei libri tattili illustrati rispetto ai tradizionali libri illustrati per la prima infanzia. Sono state mostrate le caratteristiche fondamentali che un libro tattile deve possedere per risultare fruibile ad un bambino non vedente, e servire come strumento di integrazione tra bambino non vedente e  bambino vedente, ponendo un particolare accento sulla relazione adulto/bambino. Si è riflettuto sul processo di educazione all’immagine nel bambino con deficit visivo, ascoltando e cercando di dare risposte il più esaurienti possibili alle domande poste dai partecipanti”.

Tanto spazio è stato dato alla presentazione dei materiali necessari alla composizione di immagini accessibili realizzate con la tecnica del collage materico, soffermandoci sui criteri di forma, spessore, texture, dimensione, colore e congruenza fra immagini e testo.

È stato introdotto il Braille, l’impostazione grafica del testo sulle pagine del libro, le principali tecniche di rilegatura e i criteri di base per la composizione cartotecnica del blocco libro, per passare poi alle fasi realizzative nella produzione seriale di un album illustrato: prototipo, stampa, rilegatura e allestimento.

È quindi seguita una disamina e presa visione di libri tattili realizzati da case editrici, stamperie speciali e prototipi originali in copia unica: libri realtà, libri ad alta somiglianza, libri con elementi simbolizzati.

Sono state presentate le collane editoriali della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi: Tactus, Sotto a chi tocca!, Ukupata, Do it, Tocca a te! e tutti gli eventi legati alla promozione del libro tattile illustrato: le manifestazioni itineranti e i progetti speciali realizzati negli anni dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro ciechi Onlus. Il progetto ha rappresentato anche l’occasione per dare uno sguardo al contesto europeo e ai progetti internazionali che coinvolgono questo settore editoriale.

Nella presentazione dei laboratori didattici e dei workshop per le scuole e per gli insegnanti si è cercato di fornire più spunti possibili per la ideazione di percorsi creativi in autonomia cercando di andare incontro alle loro esigenze.

Grande attenzione sull’adattamento tattile delle storie della tradizione popolare, ma anche su tutti gli escamotage per realizzare con materiali di riciclo e strumenti poveri semplici libri o schede grafiche che possano rendere l’esperienza creativa dei bambini minorati della vista un vero momento di inclusione e condivisione di valori.

Come confermato dagli utenti, la grafica tattile può essere una grande risorsa anche in contesti critici non esattamente condizionati dalla minorazione visiva:  autismo, ritardi cognitivi, difficoltà di concentrazione, minorazioni sensoriali, emarginazione sociale e povertà educativa.

Durante gli incontri è stato sempre condiviso con i partecipanti il documentario “A spasso con le dita”, realizzato da Skyarte nel 2014, un prodotto multimediale di grande impatto emotivo, il quale illustra con grande efficacia l’importanza e la bellezza di “sporcarsi le mani” con attività di progettazione e realizzazione di album illustrati.

Si è infine insistito sull’importanza di favorire sempre l’autonomia e la mobilità del minore, i quali sono stati da sempre gli obiettivi principali della Federazione. Autonomia nel leggere, nel disegnare e nel progettare i propri libri vuol dire autonomia di pensiero e autonomia pratica. I ragazzi che sono in grado di fare esperienze di lettura in autonomia fin dalla primissima infanzia sono i ragazzi che in seguito maturano consapevolezza, fiducia nei propri mezzi a autostima.

Autonomia precoce nella lettura vuol dire in seguito più facilità di apprendimento e più curiosità verso il mondo esterno, più capacità di apprezzare la cultura, la vita, e quindi se stessi. È un tipo di autonomia, anche affettiva, che i ragazzi ciechi spesso fanno più difficoltà ad acquisire, perché spesso sono emarginati socialmente.

I “Libri Tattili”, proprio perché sono libri da condividere fra ragazzi ciechi e vedenti, sono strumenti imprescindibili di integrazione precoce fra bambini ciechi e vedenti. Per questo nei workshop si insiste soprattutto sull’importanza di una progettazione condivisa di questi libri. Insegnante speciale, insegnante curriculare, operatore di un campo estivo, bambino cieco e compagni vedenti devono tutti insieme progettare e lavorare alla costruzione di questi libri, e devono poi insieme testarli e condividerne la lettura.

Così come, per un vero superamento delle barriere culturali è di fondamentale importanza fare rete fra diverse realtà territoriali – scuola, centri estivi, parrocchie, doposcuola, centri culturali, biblioteche pubbliche… – fra competenze e diversi approcci alla soluzione dei problemi che concernono la piena affermazione del bambino e del ragazzo cieco.

“Tutti gli attori in campo devono sempre dialogare e sempre progettare percorsi di accrescimento culturale  comuni e condivisi – concludono Pietro Vecchiarelli e Stefano Alfano – non possiamo quindi concludere se non ringraziando l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus-APS per averci  offerto questa occasione di confronto con i  partner del progetto e con tutti i partecipanti alla formazione, i quali hanno mostrato vivo interesse e si sono rivelati di grande aiuto alla progettazione di futuri percorsi formativi”.

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