Un cerchio che si chiude, un cerchio che si apre. La fase operativa di Astrolabio è pronta a partire

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Il progetto Astrolabio è giunto a uno snodo fondamentale. Si è conclusa la fase della formazione, si avvicina il momento delle prese in carico vere e proprie. L’autunno ha coinciso con gli ultimi incontri formativi, curati dalla psicologa Luciana Silvestris per conto dell’associazione Altre Destinazioni, dedicati a fornire agli operatori gli strumenti per valutare la fattibilità reale delle principali dinamiche del progetto.

“Si è così costruita una sorta di base per affrontare la parte operativa”, dice la direttrice scientifica di Astrolabio Serena Colaianni. “Poi ci siamo mossi nel territorio per fare con gli stessi operatori un punto della situazione, raccogliendo feedback molto positivi”.

I territori coinvolti sono cinque, coordinati da altrettante cooperative: Perugino (Borgorete), Trasimeno (Frontiera Lavoro), Media Valle del Tevere (Nuova Dimensione), Quadrifoglio (Orvietano), Cipss (Narnese). In ciascuno si costituirà un Gol (Gruppo operativo locale) composto da uno psicologo, dagli operatori coinvolti nel progetto e dagli assistenti sociali dei Comuni di riferimento.

“Ora si tratterà di cominciare a lavorare concretamente sui primi casi. Sono già arrivate alcune segnalazioni da parte degli Ussm (gli Uffici di servizio sociali per i minorenni, ndr).Il Gol provvederà a mappare, seguendo criteri predefiniti, il territorio, in modo da selezionare i membri della comunità da coinvolgere nelle conference”.

Le conference avranno quindi luogo nel giro di qualche settimana.
“Sì. E saranno la chiusura di un cerchio e l’apertura di un altro. Il momento in cui verranno tirate le somme al termine dei colloqui e si prospetteranno i percorsi veri e propri, individualizzati e calati al meglio sul territorio”.

Quanto dureranno, questi percorsi?
“Dipende. Alcuni potranno essere molto brevi. Altri protrarsi anche per mesi, magari un anno. Ogni situazione è diversa, ha esigenze e implicazioni peculiari”.

In tutto il progetto Astrolabio riguarderà cento minori, che prenderanno parte al progetto gradualmente.
“L’auspicio”, conclude Colaianni, “è che alla fine Astrolabio lasci un’eredità strutturale al comparto della giustizia riparativa in Umbria, diventando un autentico modus operandi”.

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