RIFLESSIONI – “Ascoltare gli altri per ascoltare se stessi”

di

In collaborazione con Pro.Ges. Società Cooperativa Sociale

A seguito del primo ciclo del progetto Ali per il futuro e a quanto emerso dalle famiglie coinvolte, abbiamo deciso di pianificare le attività dell’anno educativo 2019-20 attorno al tema del supporto alla genitorialità. Di base riteniamo che il lavoro di gruppo rappresenti una ricchezza per la capacità di aiutare i genitori a condividere le fatiche nella crescita dei propri figli. L’esperienza riportata dal case manager, attraverso incontri tematici con i genitori, ci ha permesso quindi di progettare momenti di lavoro condiviso tra genitori utilizzando degli strumenti specifici.
I partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi a partire da una sorta di comunanza culturale, che a nostro avviso, avrebbe permesso alle persone di condividere, con maggior facilità iniziale, le esperienze, le idee e le cornici di vissuto. Abbiamo selezionato una serie di immagini dedicate alle competenze genitoriali che riportano scenette con genitori impegnati a svolgere diverse attività con i propri bambini (ad es. si prende cura; fa divertire; intrattiene un gruppo di bambini; si preoccupa della sua sicurezza…). Le abbiamo quindi proposte alle mamme e ai papà partecipanti chiedendo di stendere una sorta di classifica di ciò che ritengono importante, ciò che riesce loro bene, non troppo bene o ciò a cui non avevano mai pensato.
Questa attività ha permesso di portare in evidenza i bisogni formativi, relativamente a tematiche inerenti la genitorialità. È stata anche l’occasione per riflettere su diversi aspetti, come l’importanza dello stabilire routine quotidiane che diano al bambino stabilità, la gestione dei conflitti, il percorso verso l’autonomia inteso come spazio di sperimentazione e non di risultato, il saper leggere le emozioni dei bambini nascoste nelle loro diverse manifestazioni e saperle verbalizzare.
Il confronto e la partecipazione sono stati coloriti e molto personali, alcune mamme si sono soffermate sul racconto di scene di vita quotidiane e hanno messo in evidenza le peculiarità dei loro figli con orgoglio e gioia. In altri momenti il confronto si è spostato sul piano della ricerca di una possibile ricetta per poter affrontare alcuni momenti più faticosi. In altri ancora il collega pedagogista ha proposto di lavorare sulle connessioni che le azioni/reazioni dei bambini hanno rispetto ai loro bisogni, desideri, domande e perplessità.
La dimensione del lavoro in gruppo, propria del nostro approccio professionale, esprime quindi diverse potenzialità: l’opportunità di ascoltare quanto altre persone portano nel confronto, sia in termini di ampliamento delle proprie vedute e prospettive, sia in termini di incoraggiamento rispetto alle eventuali fatiche; l’opportunità di sentirsi accomunati da sentimenti vissuti; la piacevolezza dell’incontro con gli altri e la possibilità di portarsi a casa nuovi stimoli sui quali riflettere.

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