Tu non perdi veramente tutto, fino a quando non hai perso te stesso

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Palestra gremita questa sera al Patronato Ss. Redentore di Este (PD) per l‘incontro con papà Gianpietro organizzato nell’ambito del progetto 4H – Scaliamo il futuro, in collaborazione con l’Associazione Ema Pesciolino Rosso in occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo.

Papà Gianpietro ha accompagnato il pubblico nel racconto della sua drammatica esperienza personale, la perdita di un figlio e la ricerca di un senso più ampio nella propria vita. La parabola di una vita che, dalla fame di ricchezza e sicurezza, incapace di cogliere il dolore, di capire che la vita non è solo successo e perfezione, arriva, attraverso la perdita e il dolore, alla consapevolezza che la vita è amore:“correvo come un folle, volevo sempre di più e non mi accorgevo che mi stavo allontanando da me stesso”.

Quella notte in cui è successo tutto ho aperto gli occhi di colpo, mi sono alzato con un senso di inquietudine, forse certe cose si colgono a migliaia di chilometri. E poi è arrivata la telefonata di mia moglie. Ma dopo due giorni è successo qualcosa di straordinario, Emanuele è venuto a salvarmi. Era un sogno, mi sono svegliato e ho capito quello che avrei dovuto fare: se non ero riuscito a salvare mio figlio, avrei dovuto cercare di salvare altri giovani”.

La strada che ci suggerisce papà Gianpietro per riappropriarci delle nostre esistenze e trovare la nostra essenza è quella della rivoluzione R.A.P.P.: ringrazia ogni giorno per quello che hai, aiuta e ama gli altri, preparati, perdona.

 

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